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Red 23 giugno 2017
G7: Delrio riceve il documento delle Isole
Ieri mattina, il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio ha ricevuto il documento firmato dai presidenti della Sardegna Francesco Pigliaru, delle Baleari Francina Armengol e della Corsica, Gilles Simeoni


CAGLIARI - «Noi presidenti della Regione autonoma della Sardegna, della Comunità autonoma delle Isole Baleari e del Consiglio esecutivo della Corsica […], riaffermiamo il ruolo centrale delle Isole come attori strategici di sviluppo economico e inclusività. Apparteniamo all’Europa, siamo una risorsa e vogliamo dare un importante contributo nella costruzione di una nuova Europa post 2020. Il Mediterraneo costituisce uno spazio vitale per l’Europa e noi Regioni siamo essenziali per lo sviluppo. Tutte le politiche europee devono tener conto della insularità».

Si apre così il documento firmato dai presidenti della Sardegna Francesco Pigliaru, delle Baleari Francina Armengol e della Corsica, Gilles Simeoni, consegnato ieri mattina (giovedì) al ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio, che presiede il G7 Trasporti in corso a Cagliari. È un nuovo, significativo tassello del complesso lavoro che le tre regioni portano avanti insieme ormai da tempo con l’obiettivo di essere più forti nel dialogo con i singoli governi e con l’Unione europea: il superamento degli svantaggi causati dalla condizione geografica di insularità è l’unico modo per garantire alle isole pari opportunità con gli altri territori. «La discontinuità territoriale, che caratterizza le isole - si legge nel documento - comporta infatti svantaggi di natura economica, sociale e territoriale rispetto alle regioni continentali come riconosciuto dall'articolo 174 del Tfue» (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea).

«Per quanto riguarda, in particolare, le politiche di trasporto – si legge nel documento - gli attuali strumenti previsti dalla normativa europea non danno adeguate risposte ai problemi legati all’insularità. Infatti, l’attuale regime in materia di finanziamenti pubblici non è sempre adatto a conseguire l’obiettivo di incrementare la mobilità, in particolare nell’interesse dei territori insulari. Le Isole non hanno mezzi di trasporto alternativi - continua il testo - rispetto a nave ed aereo, non hanno infrastrutture viarie e ferroviarie passanti da sfruttare e non hanno regioni confinanti con le quali fare sinergie». Il confronto con i rispettivi Stati e con le Istituzioni europee portato avanti insieme dai tre presidenti mira quindi a individuare ed ottenere nuove forme complementari di incentivazione alla mobilità da e fra le regioni periferiche insulari.

Ciò è fatto a partire da alcune prime proposte concrete inserite nel documento. Si comincia dallo strumento del Mobility compact, una forma di intervento per assicurare un aumento del flusso di passeggeri in entrata nei periodi di bassa stagione: è una forma di contratto con le compagnie aeree che si impegnano, dietro corrispettivo, a conseguire un obiettivo in termini di numero di passeggeri trasportati. Il Governo locale o lo Stato opererebbero, quindi, come un investitore privato, valutando la redditività dell’investimento; tale redditività dovrà essere calcolata sulla base dell’aumento del gettito fiscale locale o statale, ad esempio l’Iva, generato dai turisti. Altro punto è il cosiddetto Metroaereo per estendere il principio di continuità territoriale, che attualmente esiste tra la Corsica ed il continente francese, anche ai collegamenti tra le isole Corsica, Sardegna, Baleari e le penisole italiane ed iberica favorendo una continuità territoriale “mediterranea”. Si prosegue con i Corridoi marittimi e la richiesta è di inserire anche le regioni insulari nelle grandi reti di trasporto europeo o, in alternativa, individuare nuovi strumenti giuridici e finanziari affinché le isole si possano interconnettere alle reti ed ai corridoi esistenti. Infine, nel documento si sottolinea la necessità del superamento dei limiti collegati alle distanze chilometriche nell'ambito della cooperazione transfrontaliera, perché non venga applicato l’attuale limite massimo di 150chilometri.
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