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Cor 23 marzo 2020
«Emergenza e comunicazione, così non va»
Alghero: consiglieri pronti a collaborare, ma si cambi rotta immediatamente. «Non è mai abbastanza la riconoscenza che dobbiamo avere verso le donne e gli uomini che ogni giorno lottano in prima linea per salvare le nostre vite. Tuteliamoli e non lasciamoli soli» esorta Mimmo Pirisi


ALGHERO - Il grido d’aiuto che giunge dall’ospedale di Alghero, in cui gli operatori sanitari sono lasciati soli a far fronte all’emergenza Covid-19, trova sponda nella conferenza stampa che tutte le forze politiche del centrosinistra rappresentante dai consiglieri comunali, hanno tenuto sabato tramite Skype. «La situazione nel nosocomio algherese è davvero critica - sottolineano i consiglieri nel chiede l'immediato commissariamento dell'emergenza [LEGGI] - dispositivi di base che mancano, percorsi clinici assenti, grande preoccupazione per la situazione di coordinamento dei reparti anche per il virus che ha colpito figure chiave dell’ospedale civile di Alghero. Mentre finalmente si procede con lo screening e coi tamponi per il personale, lo stesso lamenta gravi carenze nella sicurezza, necessaria per trasmettere benessere psico-fisico ai pazienti».

«C’è bisogno anche di una comunicazione istituzionale più efficace che raggiunga tutti i cittadini e attraverso tutti i canali media possibili» aggiunge la Capogruppo della lista "Per Alghero", Gabriella Esposito, che sottolinea: «L’amministrazione deve svolgere un ruolo di regia e coordinamento e attivarsi immediatamente per realizzare materiale informativo da far recapitare ai cittadini, che contenga in maniera chiara le disposizioni e le prescrizioni sanitarie. Alghero è una città in cui vivono molte persone anziane e sole, nella comunicazione mettere in evidenza i servizi di pubblica utilità e l’elenco di tutte le attività private che svolgono servizio a domicilio, con il coinvolgimento delle stesse attività. Il comparto produttivo soffre e vive nel l’incertezza, occorre fornire informazioni chiare su tutte le misure, scadenze, sgravi, opportunità nazionali, regionali e comunali. Non dimentichiamo i più fragili, serve un numero verde a disposizione dei nostri concittadini per ascoltare le persone che in questo momento sono in difficoltà. C’è bisogno di far sentire le istituzioni al fianco dei cittadini».

«Fin dalle prime avvisaglie del propagarsi in Italia dei contagi da ovid-19 abbiamo avvertito la serietà e la delicatezza del problema. E abbiamo presentato in aula una interrogazione per chiedere al Sindaco di dare indicazioni puntuali ai cittadini in un momento in cui l’amministrazione comunale rappresenta l’ente più prossimo che deve infondere coraggio e rassicurazione. Era il 26 di febbraio», ha ricordato Raimondo Cacciotto, Capogruppo di "Futuro Comune". «Con lo stesso spirito costruttivo abbiamo formulato a mezzo stampa delle proposte, dato che le commissioni consiliari non si riuniscono da tempo, finora inascoltati. Mentre in altre città mettono a disposizione alberghi, Alghero per la quarantena propone una struttura che non garantisce la riservatezza necessaria per un periodo di isolamento: stanze doppie, servizi igienici fuori stanza e interazione possibile quindi con gli altri ospiti. E anche ammettendo che sia una struttura idonea è assolutamente insufficiente in termini di posti letto. Siamo pronti a confrontarci su questi punti e offrire il nostro contributo di idee e proposte».

Per Ornella Piras, consigliera di "Futuro Comune" «poiché scuole e asili hanno chiuso il 6 marzo, la maggior parte delle famiglie si è trovata ad aver pagato la quota mensile che di fatto non è stata goduta. A oggi i genitori non sanno se le quote saranno rimborsate in tutto o almeno in parte. Pensiamo poi a quei negozi e ristoranti chiusi e che quindi non stanno producendo rifiuti. Non sanno se ci saranno delle misure compensative per le mensilità nelle quali non hanno goduto del servizio. Ma il nostro pensiero è anche per le aziende appaltatrici: non vorremmo infatti che i mancati pagamenti andassero a scapito dei lavoratori. Questo vale sia per le aziende che hanno comunque ricevuto il pagamento sia per le aziende come quella che gestisce il servizio mensa che sono pagate al consumo: in quel caso infatti le famiglie non dovranno pagare comunque il pasto ma ci chiediamo quale sia il destino dei lavoratori».
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