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Red 7 aprile 2020
Comdata: «salgono a sette i casi di Covid-19»
«Troppo ritardo nell´adozione del lavoro agile. E´ assurdo che l´azienda si sia fatta trovare così impreparata», dichiara Marianna Stara, componente della Segreteria regionale dell´Uilcom Sardegna, che sottolinea come l´Asl faccia i tamponi ai lavoratori in auto, davanti alla sede


ELMAS - «Il lavoro agile, unico strumento che avrebbe potuto evitare questa catena di contagi, è stato adottato con troppo ritardo. E’ assurdo che società operanti nel settore delle telecomunicazioni si siano trovate così altamente impreparate dal punto di vista tecnico ed organizzativo». Lo afferma Marianna Stara, componente della Segreteria regionale dell'Uilcom Sardegna a proposito dei sette casi di positività al Covid-19 registrati nel call center Comdata di Elmas.

«Lo sforzo messo in campo negli ultimi giorni è tardivo – afferma Stara - la nostra richiesta, sin dai primi incontri a metà marzo, è sempre stata quella di agevolare tale soluzione, ma sino allo scorso 26 marzo solo su una commessa si era intrapresa questa strada (circa sessanta lavoratori su 600). Solo in seguito si è allargata la platea forse anche sulla spinta dei contagi che si stavano registrando (anche in altre sedi del territorio nazionale). Ad oggi, il call center è chiuso sino a data da definirsi, ma ancora troppi lavoratori non sono messi nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro e pertanto sono costretti ad utilizzare i propri istituti (per quanto concerne i dipendenti Windtre), oppure forzatamente in Fis (dipendenti Comdata)».

«La confusione che ha accompagnato tutta la vicenda con la chiusura e la riapertura della sede in diversi step di certo non ha aiutato a gestire una situazione già complicata con serenità, i ritardi e le comunicazioni confuse hanno fatto il resto. Riteniamo – conclude la sindacalista - che a tutti i lavoratori debba essere fornita la strumentazione per poter svolgere il lavoro in modalità agile: non possiamo pensare che a più di un mese dall’inizio di questa emergenza nazionale, non si sia in grado di trovare delle soluzioni tecnologiche adeguate».

Finora, il call center Comdata di Elmas (che conta dipendenti Comdata, interinali ed anche dipendenti WindTre in distacco) ha registrato sette casi accertati di Covid-19 ed un numero non precisato di quarantene e tamponi già effettuati. Questa mattina (martedì), davanti alla sede erano posizionati due furgoni dell'Asl che dovevano fare i tamponi ai lavoratori ed una lunga fila di macchine. Dopo l’ultimo caso registrato, l’Azienda sanitaria ha infatti deciso che i tamponi a domicilio sarebbero stati troppi da eseguire e ha richiesto che gli stessi fossero effettuati in sede, ma senza far scendere i lavoratori dalla propria auto. A questo proposito, i lavoratori chiedono all'Asl una maggiore chiarezza sui criteri adottati per la convocazione per i tamponi e comunicazioni precise sulla messa in quarantena, in modo da poter richiedere l’ammissione alla malattia.
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