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Giovanni Baldassarre Spano 13 marzo 2021
L'opinione di Giovanni Baldassarre Spano
Dopo dieci anni torniamo al campo da golf


Ricordo che uno dei miei primi interventi sulla stampa, risalente a circa 10 anni orsono, aveva quale tema il possibile uso delle due ex aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas quali sede per campi dal golf, insediamenti di centri benessere e connessione di queste attività con l’agricoltura di eccellenza. Erano i tempi della giunta regionale Cappellacci e dell’assessore Prato, nonché dell’allora Sindaco pro tempore di Alghero Marco Tedde. A distanza di un decennio e a dimostrazione dell’inaudita miopia amministrativa e dell’immobilismo della politica nostrana, mi trovo a scrivere sul medesimo tema. L’unico cambiamento risiede nelle figure istituzionali coinvolte, giusta Solinas, Assessore Sanna e Sindaco in carica Mario Conoci.

Il campo da Golf, divenuto mantra ed icona di sviluppo turistico per l’attuale Giunta Regionale, viene nuovamente proposto quale soluzione per l’uso dei due compendi agricoli. La domanda più banale potrebbe risiedere osservando come ad oggi nessun privato ha investito su tale tipologia di turismo nonostante la paventata redditività? Perché i prospettati investitori ad oggi in tutto il territorio del Comune di Alghero, Sassari e Olmendo non hanno acquistato appezzamenti da privati sufficienti per l’estensione richiesta per i campi regolamentari? Mancherà forse la terra sufficiente? No, non credo. Già questo dovrebbe allarmare gli attenti osservatori.

L’idea del turismo golfistico viene sempre lanciata senza l’adeguata copertura delle analisi di mercato. Purtroppo per gli assertori di tale tipo di turismo è invece ben noto che il campo stesso non si può reggere senza un adeguato e contiguo investimento immobiliare, traducibile come ulteriore cemento sul nostro territorio! Continuano a parlare di agricoltura di eccellenza ma senza minimamente articolare il discorso od indicare come si intende sviluppare questo essenziale comparto. Insomma la politica dello slogan va bene anche a dieci anni di distanza. Penso che il Cavalier Perussia, fondatore dell’azienda di Surigheddu e amico di Filippo Turati, si stia rivoltando nella tomba. Dalla lotta al latifondo si è infatti passati alla svendita ai resort gestiti da società spesso offshore.

La gestione regionale dei due compendi agricoli è stata inequivocabilmente una vergogna che va avanti dalla fine degli anni ’80, con l’acquisto delle terre da parte del pubblico. Denaro sperperato senza utilità, servizi di guardiania che non hanno portato a nulla se non alla libera invasione delle terre da occupanti senza titolo, recentemente parzialmente legittimati nel loro operato. Tutto questo, in un mondo normale darebbe ribrezzo e farebbe ribaltare le scrivanie di chi ancora pontifica progetti sciocchi o frivoli, ma per fortuna loro non siamo un Paese normale. Quella terra è degli algheresi, sia ben inteso alla Regione! Le due ex aziende meriterebbero, proprio per l’origine storica e le idee del fondatore di Surigheddu divenire terre ad uso civico, sottratte agli appetiti degli speculatori o degli occupanti senza titolo! Che destino vogliono riservare ancora ai giovani Algheresi? diventare servi di qualche medio ricco da cocktail o massaggiatori delle loro carni mollicce?

Quelle terre potrebbero essere un’opportunità per le aziende agricole del territorio medio-piccole che vogliano investire su filiere di qualità, quali ad esempio quelle cerealicole tanto sponsorizzate proprio dall’attuale amministrazione algherese. Le terre di Surigheddu e Mamuntanas hanno l’estensione necessaria per divenire la giusta scala di produzione di prodotti a marchio di qualità e l’ubicazione geografica per ospitare in loco la trasformazione dei prodotti, che darebbe luogo all’occupazione di figure qualificate, tecniche e professionali. La politica dovrebbe vedere questo e non la svendita ad oscure cordate imprenditoriali. Il Gruppo di Poder Popular è stanco di vedere la città gestita come un circolo di bocciofila ed è parimenti stufo di vedere come ciclicamente riaffiorino proposte stantie. Noi auspichiamo che quelle terre ritornino nell’ambito della legalità in utilizzo alla collettività algherese e per questo non accetteremo utilizzi diversi senza manifestarci contrari. Le terre di Surigheddu e Mamuntanas non devono diventare nemmeno l’estremo argomento di discussione di una consiliatura ormai in pezzi e che le usa per guadagnare sponda politica.

*promotore del gruppo Poder Polular per Alghero
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