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Antonio Sini 31 gennaio 2008
Stellato: «Per il La Palma c’è un progetto»
«Si getteranno le basi per allestire una squadra che non ci faccia soffrire. Arriveranno forze nuove in società»


ALGERO - Tony Stellato è il presidente del La Palma, uno che capisce di calcio, cresciuto praticamente sui campi di calcio da giocatore prima e da dirigente poi. Ha le idee chiare, lo affermiamo dopo averlo sentito esternare considerazioni che danno il polso della situazione.

Dopo la vittoria con il Villasimius gli è ritornato il sorriso?
«Non si sorride per così poco, la vittoria va bene, ma è arrivata dopo un periodaccio. Ho dovuto richiamare tutti a un maggior impegno perché stavo vedendo nella squadra un lassismo preoccupante. Sono entrato nello spogliatoio e ho parlato ai giocatori a muso duro, ho preteso da loro una risposta sul campo, un impegno per la maglia che indossano e per la società che davvero fa miracoli per onorare gli impegni. Ma se la società onora gli impegni i giocatori non possono disattendere le aspettative in loro riposte».
Ma presidente Stellato, come mai così poca gente in tribuna? La borgata non vi segue?
«E’ un problema vecchio, che ci trasciniamo da tempo. La gente della borgata è la stessa gente di Alghero, di Fertilia, chiaramente in proporzione, il pubblico è scarso ovunque. E’ la piaga derivata dalle pay tv, dal calcio in diretta, che purtroppo schiaccia le società dilettantistiche ».
E come si sopravvive a questo?
«Si sopravvive grazie agli sponsor che ci aiutano nelle spese. Se non ci fossero aziende che ci sponsorizzano, il pallone veramente si sgonfierebbe».
Presidente, lei pochi giorni fa ha lanciato un proclama per il prossimo anno…
«Certamente, stiamo gettando le basi e siamo a buon punto per allestire una squadra che ci dia grandi soddisfazioni, e non ci faccia soffrire. Questo è possibile solo con l’ingresso di forze nuove in società, di forze giovani e entusiaste che sposino il nostro progetto, un progetto ambizioso».
E quale sarebbe?
«Giocare con una squadra che abbia in organico tanti giovani bravi e motivati, che calmierano il costo dei campionati. Ma non è possibile pensare di far giocare solo giovani, la squadra avrà un’ossatura portante che verrà fuori da quella di quest’anno, e con altri innesti mirati. E’ indubbio che i giocatori del La Palma sono di qualità, ma nel progetto futuro ci devono essere tanti giovani, soprattutto locali e dell’hinterland».
Non è per caso una trovata per scuotere l’ambiente un po’ depresso a causa dei risultati?
«Si creda quel che si vuole, può darsi pure, ma è indubbio che noi stiamo guardando avanti, e il futuro si chiama “società”. Voglio creare una società con forze nuove peraltro già contattate, tutta gente locale, entusiasta. E’ arrivato i momento di smetterei soffrire, e cercare qualche piccola soddisfazione che l’unica cosa che andiamo cercando considerato che dal calcio mica ci guadagniamo.
Ma i giovani dove si trovano?
«I giovani ci sono, basta guardarsi attorno e avere fiducia. Noi abbiamo un vivaio di ottanta ragazzi, qualcuno cresce bene nella squadra Juniores, altri li teniamo sottocchio, nelle squadre di appartenenza. Ebbene mettendo insieme forze esperte già presenti con giovani che vogliono emergere, si crea un mix che da a una squadra il piglio che vado cercando. Ma non fatemi correre troppo, i progetti ci sono e le persone pure, ma lasciateci per prima cosa conquistare la salvezza in Eccellenza, un miracolo se si pensa alla realtà che ci circonda».

Tony Stellato si ferma quasi sia andato oltre, sorride e lascia intendere che i passi da compiere devono essere piccoli e ben piantati per terra. Il suo La Palma comincia a respirare con 24 punti in classifica, la salvezza dev’essere ancora conquistata sul campo, strada da fare ancora ce n’è tanta, e dieci partite da disputare non sono poche.

Nella foto: Il direttore sportivo Enzo Petrella ed il presidente Tony Stellato
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