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Antonello Sotgiu 6 gennaio 2003
Il Teatro Civico merita una gestione più professionale
Pubblichiamo la lettera di denuncia di un nostro lettore, convinto assertore che un teatro, per quanto piccolo e periferico, deve essere in grado di svolgere il ruolo di promozione artistica, culturale ed umana che gli compete: non si può gestire come se si trattasse degli spogliatoi dei campi da calcio di Maria Pi


"Qualche giorno fa , il 29 di Dicembre , sono stato vittima di una brutta avventura al Teatro Civico , in occasione di uno spettacolo di cabaret legato ai festeggiamenti del Cap d´any a l’Alguer. Eravamo un gruppetto di amici e ci eravamo appena accomodati nell´ultimo palchetto rimasto libero, quando siamo stati aggrediti dalle urla e dai latrati di un tale che ci intimava di andare via immediatamente; sulle prime, un po´ spaventati, abbiamo pensato che si trattasse di uno squilibrato, visto la maniera esageratamente ringhiosa di dare in escandescenze, anche perché non esibiva , nonostante la nostra richiesta, alcun documento o tesserino che lo qualificasse come persona autorizzata a compiere questo genere di azioni. Diceva che l´autorità per mandarci così malamente via da quel palco gli derivava dal fatto che lui lavorava lì, senza prendere una lira!
Questa frase così sibillina rafforzò la nostra ipotesi e ci convinse a non insistere: era meglio evitare rogne ed andare via; oltretutto si trattava di un palco di terzo ordine del proscenio, e abbiamo pensato potesse essere utile per i tecnici che a volte ho visto, utilizzano i palchi del proscenio, anche se solo quelli del piano terra, per montare il mixer audio o la centralina delle luci; e poi nessuno di noi aveva voglia di Iitigare... Insomma andammo via! Poco dopo, però, restammo allibiti nel vedere che il nostro posto era stato preso da un gruppo di giovanotti! La spiegazione che quel tale seppe darci fu che si trattava dei suoi figli e che decideva lui a chi concedere i palchi dei proscenio.
Avevo sentito diverse voci polemiche rispetto a come veniva gestita la biglietteria dei teatro e so che esiste il sospetto che i biglietti di alcune rappresentazioni vengano ceduti prima dell´apertura dei botteghino, ma in tutta sincerità non credevo si potessero toccare certi livelli di arbitrio!
Cercai, quindi, un responsabile del teatro e si fecero avanti due signorotti e un giovanotto, che credo fosse la maschera. Essi, non solo non si scusarono per ciò che era accaduto, ma con altrettanta arroganza affermarono che lì comandavano loro! Lì comandavano loro e a loro andava bene così! Lì comandavano loro, fuorché ovviamente, per i palchi dei proscenio, i quali erano di pertinenza assoluta del signore (si fa per dire) di prima, poiché il signore era nientemeno che un operaio comunale! INCREDIBILE!
Sul momento mi sono infuriato, ma ora, il clima natalizio mi ha portato a più miti consigli e convinto che è inutile essere vendicativi: mi pare che la natura li stia già castigando abbastanza costringendoli alla convivenza con se stessi e con la loro pochezza. Voglio invece cogliere l´occasione per dire due parole sul Teatro Civico, poiché credo che meriti una gestione migliore; infatti un teatro come il nostro potrebbe diventare una struttura molto importante per la città, anche in virtù del fatto che gli spazi per lo spettacolo vanno sempre più riducendosi. Un teatro, per quanto piccolo e periferico, deve essere in grado di svolgere il ruolo di promozione artistica, culturale ed umana che gli compete: non si può gestire come se si trattasse degli spogliatoi dei campi da calcio di Maria Pia. Deve essere un organismo vivo capace di far propri gli stimoli artistici che l´Europa e il Mondo intero producono per farne partecipe la comunità; magari rielaborandoli in modo autonomo come le diverse compagnie teatrali che operano nel nostro territorio dimostrano di saper fare in modo straordinario.
Non possocerto dire di essere un esperto, anche se è da più di vent´anni che seguo la prosa teatrale (ad Alghero e non), ma posso dire che in Sardegna sono diversi ormai gli esempi di eccellente qualità che derivano sia dalla maturità artistica delle compagnie che dalla gestione competente e lungimirante delle strutture: il Teatro Ferroviario a Sassari, il Teatro Akroama a Cagliari, per citarne due, rientrano in quella cerchia di coloro in grado di produrre "teatro contemporaneo" di elevato e riconosciuto valore e lusinghiero successo. Per quanto riguarda le compagnie di Alghero credo che chi ha assistito alla rappresentazione "Innamorati di Shakespeare” portata in scena alcuni giorni fa, si sarà reso conto di aver visto uno spettacolo di strabiliante qualità, sia dal punto di vista dell´elaborazione del testo, sia per le doti tecnico/espressive degli attori , sia per la regia, che ha ammaliato e divertito un teatro strapieno! Che dire poi della messa in scena delle pungenti satire del grande Pino Piras? Finalmente anche il teatro in algherese ha trovato l´espressione della sua maturità!
A quando, e mi rivolgo adesso al Sig. assessore per la cultura, un concorso pubblico che possa dare la gestione che merita al NOSTRO TEATRO? Non dimentichiamo che il Teatro Civico è nato grazie alla sottoscrizione popolare dei nostri nonni i quali, un secolo fa, rifiutarono l´isolamento culturale nel quale la vita di provincia li relegava.
Conosco personalmente più di un dottore in discipline delle arti, musica e spettacolo specializzato in spettacolo che sarebbe in grado di organizzare al meglio l´attività del Civico, sia dal punto di vista artistico che economico. Affidare la gestione di una struttura teatrale a chi crede che la mansione consista nell´aprire i portoni, staccare i biglietti e far fare le pulizie, equivale a far amministrare una biblioteca ad una coppia di asini
Visto che i posti a sedere sono così pochi, ed è sempre un´ impresa trovarne quando si vuole assistere ad uno spettacolo (come se non bastasse, una trentina li gestisce il gentleman di cui sopra) perché non considerare l´opportunità di rimettere in attività il cinema teatro di Fertilia? Si tratta di un edificio molto funzionale e qualche anno fa un team di professionisti algheresi con un progetto che ne ipotizzava il restauro, vinse il primo premio in un concorso internazionale di architettura. Credo che sarebbe un´ottima cosa che darebbe oltretutto un´altra sala cinematografica alla città, valorizzando la borgata. Anche i teatri apparentemente marginali, hanno la loro importanza; non è forse vero che i grandi artisti prediligono i teatri di provincia purché di qualità, per i loro tours preliminari in vista dei grandi debutti, come capitò per Uto Ughi, che tenne un concerto al Cinema Teatro Selva con il suo quartetto, alla vigilia del debutto alla Scala di Milano? E chi dice che non si possa riuscire ad avere la collaborazione, fosse pure solo nominale, del Maestro Claudio Abbado, il quale da tempo risiede in Alghero?
Gentili Sig. Sindaco e Sig. Assessore per la cultura, io non appartengo alla vostra parte politica, ma ho ugualmente fiducia in voi , perché so che mi sto rivolgendo a persone che hanno a cuore il bene della città.
Allora, vi prego, date una gestione professionale al nostro teatro attraverso un concorso pubblico che valorizzi le tante professionalità sopite esistenti ad Alghero.
Nobilitate il vostro mandato: gli algheresi sapranno ricordarlo! Uno dei parametri con cui si misura il benessere di una comunità è la valutazione del rapporto tra il numero di posti a sedere a teatro e il numero di abitanti: Alghero in questa graduatoria è assimilabile ai paesi cosiddetti in via di sviluppo! Distinguersi dalle passate amministrazioni, spesso passive e distratte nella gestione della politica culturale, dando un nuovo teatro alla città e ottimizzando l´utilizzo di quello già esistente, vorrebbe dire compiere un gesto di estrema lungimiranza nei confronti della città e dei suoicittadini. Per questo mi rivolgo a Voi".
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