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Olbia 24notiziesardegnaCronacaAgricoltura › «Ciclone, conta danni e tavolo permanente»
S.A. 17:24
«Ciclone, conta danni e tavolo permanente»
Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, nel fare un primo bilancio sull’evento climatico estremo che nei giorni scorsi ha investito l’isola, soprattutto nei territori dei versanti meridionali e orientali


CAGLIARI - «Chiusa la prima emergenza per il passaggio del ciclone Harry arriva ora la difficile conta dei danni e delle devastazioni che tre giorni di maltempo eccezionale hanno lasciato su buona parte della Sardegna, con produzioni agricole distrutte o fortemente compromesse e diverse arterie della viabilità rurale gravemente danneggiate». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, nel fare un primo bilancio sull’evento climatico estremo che nei giorni scorsi ha investito l’isola, soprattutto nei territori dei versanti meridionali e orientali. «Nel riconoscere lo straordinario lavoro svolto dalla Protezione civile regionale nel gestire la macchina dell’emergenza, in coordinamento con i Comuni e gli enti locali – ha aggiunto Taras –, prendiamo anche atto dell’assenza dell’Assessorato dell’Agricoltura sia nelle fasi che hanno preceduto l’allerta rossa e sia durante il maltempo. E se la Regione bene ha fatto a dichiarare lo stato di emergenza, ora deve attivarsi in tempi rapidi per la conta dei danni sui campi e l’individuazione delle opportune risorse per i ristori e la ripresa produttiva, è altrettanto necessario rimettere al centro del confronto politico il tema degli strumenti assicurativi, di cui è sempre più necessario si dotino le imprese agricole, così da garantire le produzioni rispetto a queste condizioni meteo».

L'associazione chiede ora un impegno maggiore sulla prevenzione e sugli strumenti assicurativi: «Oggi, la Regione Sardegna gestisce i danni da eventi meteorici avversi prevalentemente col solo strumento compensativo, come ha sempre fatto da cinquant’anni a questa parte, mentre fa poco per spingere le aziende a ricorrere alle assicurazioni contro i rischi climatici più frequenti, peraltro agevolate e finanziate con risorse comunitarie. Riteniamo per questo che maggiore debba essere l’attenzione per gli altri strumenti di gestione del rischio e quindi per i fondi di mutualizzazione, attivati dallo Stato a beneficio di tutti i produttori. Sosteniamo da tempo che l’intervento di tipo compensativo da parte della Regione debba essere riservato solamente a quegli eventi calamitosi e catastrofici che per portata e gravità ne richiedono l’attivazione, quando cioè l’evento ha determinato la distruzione delle strutture aziendali e delle produzioni agricole e zootecniche su vaste aree dell’Isola. L’adesione delle imprese allo strumento assicurativo agevolato deve essere accompagnata da opportuni interventi di credito o fondi di rotazione che permettano la riduzione degli oneri a carico dei produttori».

E ancora: «Le politiche di compensazione intraprese finora dalle istituzioni hanno purtroppo messo in evidenza due criticità: da un lato i danni reali subiti dalle aziende non vengono mai coperti dai ristori, e dall’altro si crea l’intasamento della pubblica amministrazione nella gestione delle pratiche con risposte che arrivano spesso dopo anni rispetto al danno. Altro punto, che da tempo Confagricoltura propone alle istituzioni, è quello di lavorare sulla prevenzione con la creazione di un tavolo tecnico permanente dedicato alla gestione della crisi climatica in corso. Un luogo dove le associazioni di categoria agricola si confrontino in modo coordinato e costante con le diverse strutture regionali (Assessorati e Agenzie), le università nazionali e mondiali, i centri di ricerca e i soggetti che a vario titolo possono dare un contributo affinché queste situazioni, ormai sempre meno eccezionali, si possano affrontare con una programmazione efficace per il bene delle imprese e delle comunità della Sardegna», ha concluso il presidente Stefano Taras.
Commenti
18:40
L´accordo ha l´obiettivo di facilitare l’ingresso dei prodotti a chilometro 0 direttamente in mense scolastiche, ospedali e non solo



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