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Cor 11:42
«Cagliari, Olbia, Alghero in rete, fusione errata»
«I tre aeroporti sardi devono essere messi in rete e valorizzati come un unico sistema aeroportuale integrato. La Regione, invece, sembra aver scelto un’altra strada: spendere 30 milioni di euro di risorse pubbliche per partecipare alla fusione societaria»


ALGHERO – «Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti traccia una strada precisa per la Sardegna: Cagliari, Olbia e Alghero devono essere messi in rete e valorizzati come un unico sistema aeroportuale integrato. La Regione, invece, sembra aver scelto un’altra strada: spendere 30 milioni di euro di risorse pubbliche per partecipare alla fusione societaria dei gestori con una quota azionaria insignificante. Sono due cose profondamente diverse e sarebbe bene non confonderle». Lo afferma Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, intervenendo sul nuovo Piano nazionale degli aeroporti e sulla strategia della Regione per il sistema aeroportuale sardo. «Il Piano del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – sottolinea Tedde – non dice che per integrare gli aeroporti sardi sia necessaria una fusione societaria. Al contrario, prevede forme di integrazione e collaborazione tra le società di gestione, senza necessariamente modificare la titolarità delle concessioni e senza rendere obbligatoria la fusione societaria. Il principio è dunque chiarissimo: si può costruire un sistema aeroportuale integrato senza fondere necessariamente le società».

«La Regione ha invece imboccato la strada della fusione e dell’ingresso nella holding con un investimento di 30 milioni di euro. Ma qui emerge una prima, fondamentale contraddizione: con 30 milioni di euro la Regione non acquisisce il governo del sistema aeroportuale sardo. Acquisisce una partecipazione residuale, ma non il controllo. E allora è doveroso chiedersi quale sia il reale ritorno di questa operazione per i cittadini e per il sistema economico regionale». Secondo Tedde, «la domanda è semplice: se il risultato che si vuole ottenere è l’integrazione degli aeroporti, perché spendere 30 milioni per realizzare attraverso una fusione societaria ciò che il Piano nazionale consente di realizzare attraverso coordinamento, collaborazione e integrazione gestionale?». «Non siamo contrari all’integrazione degli aeroporti sardi – chiarisce l’esponente di Forza Italia – siamo contrari a confondere l’integrazione del sistema con la fusione delle società. La prima è una strategia di sviluppo; la seconda è una scelta societaria e finanziaria. E prima di impegnare 30 milioni di euro di denaro pubblico sarebbe necessario dimostrare che quella scelta societaria produca un vantaggio superiore rispetto a un sistema integrato costruito attraverso il coordinamento dei gestori».

«Perché quei 30 milioni – incalza Tedde – potrebbero essere utilizzati immediatamente per ciò che il Piano nazionale indica come una delle principali criticità del sistema aeroportuale sardo: la capacità infrastrutturale. Il documento stima per il 2035 una domanda potenziale di circa 15,3 milioni di passeggeri a fronte di una capacità soddisfacibile con la pianificazione attuale di circa 14,1 milioni. C’è quindi un deficit di capacità di circa 1,2 milioni di passeggeri all’anno. È su questo che bisogna intervenire». «E per Alghero il problema è ancora più evidente. Il Piano riconosce allo scalo una potenzialità di crescita fino a 2,3 milioni di passeggeri al 2035, ma individua nel terminal il principale limite infrastrutturale. È qui che devono essere indirizzate le risorse: terminal, stand, servizi, collegamenti terrestri, accessibilità e capacità di attrarre e consolidare nuove rotte». «L’aeroporto di Alghero – prosegue Tedde – non è una infrastruttura che riguarda soltanto Alghero. È l’aeroporto di riferimento di un territorio che comprende Sassari e la Città Metropolitana, Porto Torres, il sistema turistico del Nord Ovest, le imprese, l’Università, il sistema portuale e una parte rilevante dell’economia della Sardegna settentrionale. Investire sullo scalo significa quindi investire sulla competitività dell’intero Nord Ovest dell’Isola».

«Il Governo – aggiunge – ci sta dicendo che i tre aeroporti possono crescere insieme, valorizzando le rispettive vocazioni e mettendo in comune strategie, intermodalità e sviluppo. Questa è la direzione giusta. Non serve necessariamente un unico proprietario per avere un unico sistema aeroportuale». «La Regione, dunque, faccia una scelta di buon senso: rinunci alla fusione societaria, risparmi i 30 milioni e li destini allo sviluppo reale degli aeroporti sardi. Una parte significativa di quelle risorse potrebbe contribuire a colmare il gap infrastrutturale individuato dal Piano nazionale e a mettere Alghero nelle condizioni di raggiungere quella capacità potenziale di 2,3 milioni di passeggeri». «La vera sfida – conclude Tedde – non è costruire una grande scatola societaria. È costruire un grande sistema aeroportuale sardo. E per farlo servono infrastrutture, collegamenti, servizi e rotte, non necessariamente una fusione. Il Piano nazionale offre alla Regione una strada più semplice, meno onerosa e potenzialmente più efficace. Trenta milioni di euro sono troppi per una partecipazione che non consente alla Regione di governare il sistema e troppo preziosi per non essere utilizzati per far crescere gli aeroporti. Soprattutto Alghero, che può e deve diventare la porta d’accesso del Nord Ovest della Sardegna».
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