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S.A. 12:16
Polemica su Festa dell’Unità: «Porto negato al Pd»
Lo affermano i partiti del centro destra che chiedono all’Amministrazione comunale di fare piena chiarezza sulla vicenda: perché il Comune ha cercato di rendere disponibile al PD un’area che, sulla base delle disposizioni regionali, non poteva essere utilizzata per una manifestazione politica?


ALGHERO - «Parrebbe che la Regione Sardegna abbia negato al Comune di Alghero la possibilità di mettere a disposizione del Partito Democratico, per la Festa dell’Unità, una parte della Banchina Ammiraglio Millelire. Una decisione che sarebbe motivata dalla disciplina regionale, che non consente di destinare aree del demanio marittimo a manifestazioni di carattere politico». Lo affermano Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori sardi), che chiedono all’Amministrazione comunale di fare piena chiarezza sulla vicenda. «Se così fosse, la domanda è inevitabile: perché il Comune ha cercato di rendere disponibile al PD un’area che, sulla base delle disposizioni regionali, non poteva essere utilizzata per una manifestazione politica? E perché la Giunta comunale, con la deliberazione n. 262 del 20 agosto, ha assentito lo svolgimento della Festa dell’Unità e la subconcessione di 1.500 metri quadrati di area demaniale ricadente nella concessione regionale in favore del Comune?». «Ma anche: perché l’amministrazione ha annunciato con toni roboanti la festa del PD in area portuale, esponendosi a figure non proprio edificanti?» «E come mai il PD ha iniziato a pubblicizzare l’evento 9 giorni prima di proporre domanda di concessione?».

Secondo l’opposizione «c’è poi un altro elemento che merita un chiarimento. Da una prima lettura della deliberazione risulta presente alla seduta di giunta un assessore che ricopre anche l’incarico di segretario politico del PD locale. Considerato che l’atto riguarda direttamente una manifestazione organizzata dal Partito Democratico, è necessario sapere se abbia partecipato alla discussione e alla votazione e se sia stata valutata la necessità della sua astensione».«Non stiamo formulando giudizi definitivi – precisano gli esponenti di centrodestra – ma poniamo questioni che devono essere chiarite attraverso gli atti e il verbale integrale della seduta». «Sul piano politico, resta una circostanza singolare: il PD di Alghero sembra trovare nella Giunta comunale una disponibilità che, almeno da quanto parrebbe, non trova analoga sponda nella Regione guidata dalla stessa coalizione politica. Se non è una guerra interna, è quantomeno un rapporto poco amichevole che qualcuno dovrebbe spiegare».

«Ma questa vicenda si inserisce anche in un quadro più ampio. È un’altra tessera del puzzle del cosiddetto "metodo Cacciotto", caratterizzato da un utilizzo dei beni, delle aree e degli spazi pubblici che appare spesso disinvolto e da iniziative amministrative perlomeno singolari, alcune delle quali rischiano di essere sottoposte al vaglio degli organismi di controllo. Non contestiamo al PD il diritto di organizzare la propria Festa dell’Unità. Contestiamo, invece, l’eventuale utilizzo di un bene pubblico in violazione delle regole e chiediamo che sia garantito a tutti lo stesso trattamento. Le aree demaniali appartengono alla collettività e non possono essere messe a disposizione sulla base di rapporti politici» tuonano dal centro-destra e chiedono al Comune di «chiarire quindi perché abbia avviato questa procedura, quali siano stati i presupposti amministrativi e quali condizioni economiche fossero previste per l’utilizzo dell’area. E renda pubblici gli atti relativi alla vicenda, compresa la determinazione del 27 luglio, la nota comunale del 25 agosto e il verbale integrale della seduta di Giunta del 20 agosto».
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