A parlare è lo stesso Enrico Daga che si dice concentrato sulle vere questioni che interessano l’amministrazione della città di Alghero e rimanda tutto alle valutazioni proprie del sindaco Cacciotto
ALGHERO - Nel porto turistico della Riviera del Corallo si apre ufficialmente la Festa dell’Unità del Partito democratico con ospiti regionali e nazionali. Ma a pochi metri di distanza, a Porta Terra, ad andare in scena sono le diatribe interne ai
Dem locali,
dopo
che la missiva riservata dell’assessora Raffaella Sanna - che denuncia presunti maltrattamenti dal collega di giunta e di partito - ha oltrepassato le mura del Comune.
A parlare è lo stesso Enrico Daga. «Non ho elementi per commentare una vicenda che riguarda il rapporto tra un assessora e il sindaco. Se esistono questioni sarà il sindaco, come è giusto che sia, a fare le proprie valutazioni. Quello che mi colpisce - precisa - è la velocità con cui banali dinamiche interne diventano un caso mediatico. In politica il confronto esiste, a volte acceso, ma fa parte della dialettica. Per quanto mi riguarda, continuerò a fare quello che facciamo ogni giorno in giunta: confrontarci, spronarci e motivarci per dare risposte concrete alla città, con la franchezza necessaria. È sulle priorità della città che voglio restare concentrato» taglia corto l’assessore e segretario del Partito democratico di Alghero, in questo periodo impegnato su numerosi e delicati fronti.
Nel frattempo sia in maggioranza che all’opposizione è un "ribollire" di dichiarazioni e prese di posizione. C’è chi dall’interno della maggioranza chiede un intervento del primo cittadino (Colledanchise), chi sente l’assessora privatamente per dare la propria solidarietà, chi chiama in causa la Rete delle Donne (Bardino e Ansini) e chi - dall’altra parte della barricata - sa perfettamente che il livello dello scontro potrebbe perfino alzarsi (Daga): «È tutto messo in conto, ma non mi farò intimidire».
Foto d’archivio
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