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S.A. 8:07
Detenuto rientra a Bancali con gli ovuli nella pancia
Il personale ha sospettato che l’uomo avesse introdotto nell’istituto materiale occultato sotto forma di ovuli. Il detenuto è stato accompagnato al Pronto Soccorso per gli accertamenti sanitari e per le procedure previste per l’espulsione del materiale occultato


SASSARI - Importante operazione della Polizia Penitenziaria all’interno della Casa circondariale di Sassari-Bancali, dove un detenuto appartenente al circuito dei protetti, al rientro da un permesso, è stato fermato dagli agenti a seguito di un’attenta attività di controllo. Il personale ha sospettato che l’uomo avesse introdotto nell’istituto materiale occultato sotto forma di ovuli. Il detenuto è stato accompagnato al Pronto Soccorso per gli accertamenti sanitari e per le procedure previste per l’espulsione del materiale occultato. Al termine delle operazioni è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per i fatti contestati, fatta salva ogni successiva valutazione dell’autorità competente. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che esprime il proprio plauso agli agenti intervenuti e sottolinea come l’operazione confermi l’importanza dell’attività di prevenzione e controllo svolta quotidianamente all’interno degli istituti penitenziari.

«Ci complimentiamo con il personale di Sassari-Bancali per un intervento che dimostra ancora una volta quanto siano fondamentali professionalità, esperienza e attenzione degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria – sottolinea Donato Capece, segretario generale del SAPPE -. Intercettare materiale occultato al rientro di un detenuto significa prevenire che possa entrare nella disponibilità della popolazione detenuta e alimentare ulteriori situazioni di illegalità all’interno del carcere». «Ma proprio questi risultati devono far riflettere chi ha responsabilità di governo e amministrazione del sistema penitenziario – prosegue Capece -. Non possiamo continuare a pretendere che la sicurezza degli istituti sia garantita esclusivamente dalla professionalità e dall’abnegazione degli agenti. Servono organici adeguati, strumenti tecnologici moderni, controlli efficaci e protocolli operativi all’altezza delle nuove modalità con cui vengono introdotti oggetti e materiali illeciti nelle carceri».

Sulla stessa linea Antonio Cannas, delegato nazionale SAPPE per la Sardegna, che esprime, insieme alla delegata provinciale Sara Brenna e al vice provinciale SAPPE Gregory Saba, «il più sincero apprezzamento al personale che ha portato a termine l’operazione». «Quello che chiediamo ora all’Amministrazione è di mettere il personale nelle condizioni di lavorare meglio e in maggiore sicurezza – aggiunge il delegato nazionale SAPPE -. Non è accettabile che, mentre aumentano le criticità negli istituti, agli agenti si chieda sempre di più senza garantire adeguati organici, mezzi e strumenti. A Sassari, come nel resto della Sardegna, occorrono interventi urgenti e strutturali». Il SAPPE ribadisce quindi la necessità di rafforzare i controlli all’ingresso e al rientro dai permessi, potenziare gli strumenti tecnologici di contrasto all’introduzione di materiale illecito e garantire alla Polizia Penitenziaria risorse e personale adeguati. «Il risultato di Sassari-Bancali – conclude Capece – dimostra che investire sulla Polizia Penitenziaria significa investire direttamente sulla sicurezza degli istituti e, di conseguenza, sulla sicurezza collettiva. Gli agenti stanno facendo la loro parte ogni giorno. Ora tocca all’Amministrazione e alla politica fare la propria».
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