Olbia 24
Notizie    Video   
NOTIZIE
Olbia 24 su YouTube Olbia 24 su Facebook Olbia 24 su Twitter
Olbia 24notiziesardegnaEconomiaLavoro › Petrolchimico, Rudas: «Eni arrogante»
A.B. 12 dicembre 2008
Petrolchimico, Rudas: «Eni arrogante»
Secondo il segretario generale della Cgil di Sassari, l’Eni «deve bonificare i terreni inquinati pagando il sacrificio di un territorio che per cinquanta anni ha solo dato»


SASSARI - «La straordinaria partecipazione dei lavoratori e della gente comune, oltre 10mila persone, ma anche delle istituzioni, che lo scorso 4 dicembre hanno dato vita alla più grande delle manifestazioni che Porto Torres abbia mai visto, dimostra quanto sia alta la preoccupazione causata dalla sciagurata decisione dell’“Eni” di abbandonare la più grande fabbrica del nord Sardegna». Così il segretario generale della Cgil di Sassari Antonio Rudas, che prosegue: «Come Cgil territoriale pensiamo che non vi possano essere sviluppo e benessere senza un’adeguata presenza delle attività produttive, non è possibile dare un futuro ai giovani, se non si correggono le pesanti difformità della struttura economica del nord-ovest sardo».

«In provincia – analizza Rudas – l’industria contribuisce appena per il 19percento nella produzione della ricchezza complessiva, contro il 26percento della media nazionale. D’altro canto bisogna considerare che l’8percento di questa quota, ovvero 3 punti sopra la stessa media nazionale, è rappresentato dal peso delle costruzioni, una tragica alternativa basata sulla speculazione edilizia, indirizzata principalmente sul versante costiero. Tale difformità strutturale spiega anche l’anomalia di un terziario a basso valore aggiunto, caratterizzato principalmente da una bolla commerciale che da un momento all’altro rischia di scoppiare. La nostra economia è principalmente basata sul consumo, ovvero vendita di beni prodotti da altri e consumo della risorsa ambientale attraverso la cementificazione selvaggia».

L’analisi del segretario generale diventa sempre più mirata. «Può sembrare paradossale ma l’ambiente lo difendiamo proprio allargando le attività industriali e non chiudendole. Certo, la sola chimica di base non può rappresentare una risposta adeguata, guai a fare l’errore di difenderla a tutti i costi, sarebbe una battaglia persa in partenza. Del resto consolidare queste produzioni è possibile solo se si investe, per questo anche il sindacato e le istituzioni devono giocare la partita all’attacco - sostiene Rudas, che sottolinea come - su 1.830 ettari impegnati dall’Eni solo quattrocento circa sono utilizzati per scopi produttivi: queste aree vanno bonificate e restituite alla collettività per rinvestirle in attività legate alla produzione di beni»

«Le bonifiche – continua - costerebbero all’Eni oltre un miliardo di euro, una cifra enorme che tuttavia deve essere messa a disposizione. L’arroganza del colosso petrolifero, che decide in maniera unilaterale, senza confronto, ignorando Istituzioni e sindacato, è semplicemente l’arroganza di chi non vuole pagare il conto dopo aver mangiato per mezzo secolo dal nostro piatto, quello di un territorio che cinquanta anni fa ha rinunciato a una parte considerevole della sua ricchezza ambientale in cambio di lavoro e benessere. Adesso chiediamo rispetto – conclude Rudas - lo Stato è debitore non solo verso i lavoratori ma verso un’intera comunità che finalmente si è destata da un torpore che durava da troppo tempo».
Commenti



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)