L’azione solitaria della Cgil viene ritenuta un ferità profonda sull’attività e sulla forza contrattuale del sindacato
CAGLIARI - «Lo sciopero generale unilaterale della Cgil rappresenta una ferita profonda sull’attività unitaria e sulla forza contrattuale dell’intero sindacato. Anche perché la sciopero generale è uno strumento che frutta soltanto quando è unitario. Così come si è visto in Sardegna». Il pensiero del segretario generale della Cisl sarda Mario Medde è chiaro all’indomani della manifestazione nazionale organizzata dalla sigla sindacale.
La Cisl sarda ritiene però indispensabile, alla luce della situazione economica e sociale della regione, rilanciare e privilegiare l’iniziativa unitaria «per contrastare una politica della Regione che finora ha prodotto un forte malessere sociale e non ha contribuito a risolvere, né a ridurre, i problemi della disoccupazione e della povertà in grande aumento negli ultimi tempi. Ma l’iniziativa unitaria – spiega Medde - è urgente anche per riaprire i tavoli nazionali, a fronte delle inadempienze del Governo sugli accordi già sottoscritti su chimica, energia, sviluppo produttivo e sulle infrastrutture».
«Andremo a Roma per chiedere di riaprire il tavolo del confronto e per far sì che venga ritirato il provvedimento sulla chimica – annuncia il segretario regionale - ma rafforzeremo anche la mobilitazione e le iniziative di lotta in Sardegna, perché c’è anche una grande responsabilità della Regione sull’attuale situazione e sull’attuazione dell’accordo di programma sulla chimica, per cinque anni snobbato dalla Regione, che pure doveva spendere centomilioni di euro, garantire continuità all’Osservatorio sulla chimica e interessarsi dell’attività di scouting». Su questi temi la Segreteria regionale della Cisl ha prodotto un documento, frutto anche dell’apporto di tutte le strutture interessate, quale contributo per rafforzare l’iniziativa unitaria e di lotta.
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