La manifestazione è stata indetta per le gravi situazioni che si sono create nella gestione degli impianti di depurazione e potabilizzazione
CAGLIARI - «Col tempo le azioni di “Abbanoa” si allontanano sempre più dagli impegni sottoscritti con il sindacato e dagli annunci fatti nella conferenza stampa a proposito della garanzia dei livelli occupativi». Questa la prima dichiarazione congiunta dei segretari regionali di “Cgil-Fp”, “Cisl-Fit” e “Uil-Uilm”, che analizzano la situazione del comparto.
«Abbanoa in data 28 febbraio 2009 ha comunicato alla ditta “Idrotecnica” la revoca con decorrenza 9 marzo 2009 e senza congruo preavviso dell’affidamento della gestione degli impianti di potabilizzazione precedentemente gestiti dalla ditta “Sistemi Idrici Integrati”. Di conseguenza per altri cinquantuno lavoratori cresce l’incertezza per il loro futuro lavorativo. La ditta “Acciona” – ricordano i segretari delle tre sigle sindacali - dall’1 febbraio 2009 ha assunto i lavoratori con il contratto “Fise-Ausitra” (con eccezione Sarroch e Olbia) al primo livello, non riconoscendo le qualifiche professionali e i livelli di inquadramento già posseduti, nonostante i richiami anche scritti delle organizzazioni sindacali scriventi. Inoltre – proseguono Pinna, Corona e Ragatzu - si ricorda che dall’1 febbraio 2009, in concomitanza con il passaggio di gestione degli impianti di depurazione, trentacinque lavoratori hanno perso il posto di lavoro, ai quali si aggiungono i lavoratori non riassunti negli impianti di “Truncu Reale” e “Bau Pressiu” e ad oggi a nulla sono valsi gli interventi degli organi istituzionali e le proteste dei lavatori e dei sindacati».
I tre sindacalisti ricordano come, in alcuni incontri istituzionali già avvenuti con esponenti eletti nel nuovo Consiglio Regionale, siano emersi dubbi sulle modalità dell’internalizzazione, in particolare sulle garanzie per l’occupazione e sulla scelta del cambio contrattuale negli appalti. Per questi motivi e per sensibilizzare la politica regionale, è stato convocano per domani, giovedì 5 marzo, dalle ore 11, un sit-in in Viale Trento, sede della Presidenza della Regione Sardegna.
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