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Sara Alivesi 22 aprile 2009
Earth Day: in attesa del G8
Si festeggia in 175 paesi la Giornata della Terra. Previsto un forum sull´ambiente e clima nel G8 a La Maddalena. In Italia occorrono maggiori interventi e più concertazione tra Stato e regioni in difesa del pianeta a vantaggio di uno sviluppo sostenibile


ALGHERO – Oggi in 175 paesi si festeggia l’Earth Day, il giorno della Terra. Sono passati quasi quaranta anni dal quel 22 aprile 1970 quando 20 milioni di americani organizzarono manifestazioni in tutto il Paese, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, in difesa e per il rispetto dell’ambiente. Il diritto a vivere in un pianeta sano e il dovere di adoperarsi in tal senso: sono principi universali senza colore, razza, lingua o religione.

Il “compleanno” 2009 avrà anche il compito di inaugurare formalmente la campagna di sensibilizzazione “Green Generation Campaign” i cui punti fondamentali sono: la ricerca di un futuro basato sulle energie rinnovabili, che ponga fine alla nostra comune dipendenza dai combustibili fossili, incluso il carbone; un impegno personale a un consumo responsabile e sostenibile; la creazione di una “economia verde” che tolga la gente dalla povertà con la creazione di milioni di “posti di lavoro verdi” e trasformi anche il sistema educativo globale in un sistema educativo “verde”.

Le giornate di celebrazione o ricordo o denuncia sono utili a richiamare l’attenzione generale su un determinato problema e argomento. Su questo, in particolare, occorrerebbe una partecipazione collettiva e condivisa perché la terra è di tutti e ci si dovrà pur mettere d’accordo, bene e presto. Gli esperti, infatti, fanno sapere che il riscaldamento globale può alterare in modo sostanziale un terzo dell’habitat di piante e di animali entro la fine di questo secolo. I cambiamenti del clima possono portare all’estinzione di circa un milione di specie terrestri nei prossimi 50 anni; il livello del mare salirà e gli atolli scompariranno. Per evitare tutto questo o almeno una parte, sarebbe indispensabile ridurre entro il 2020 le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas climalteranti del 30% e, entro il 2050, dell’80%.

Nonostante gli imput degli ambientalisti, gli studi degli scienziati e le promesse ad invertire il senso di rotta da parte degli Stati, le emissioni di CO2 aumentano e con esse la deforestazione, l'abusivismo edilizio etc. Si assiste a manifestazioni, festival, seminari dedicati alla sostenibilità, energie rinnovabili e risparmio energetico con una crescente partecipazione della gente; ma la risposta in termini di pannelli fotovoltaici, raccolta differenziata, case e macchine ecologiche, è ancora scarsa. Si sviluppa una più responsabile e consapevole ”coscienza ambientalista” nelle società; tuttavia, spesso, non è appoggiata da interventi istituzionali adeguata a renderla concreta, materiale e viva.

In Sardegna, ad esempio, sebbene sia una delle Regioni (probabilmente la prima in assoluto) più esposte al sole, ai venti e all'acqua, i tassi bancari sui finanziamenti per pannelli fotovoltaici e solari sono tra i più alti in Italia, senza considerare la burocrazia lenta e complicata da parte di comuni ed enti competenti. Esistono agevolazioni o meglio uno sgravio fiscale per la sostituzione degli infissi a vantaggio del risparmio energetico; ma troppo poche per iniziare a costruire case sostenibili, i più esperti dicono il business del futuro. Positivi i risultati per la raccolta differenziata che raggiunge percentuali interessanti in diversi centri sardi (tra cui Alghero); meno bene i casi isolati (più unici che rari), di comuni, enti pubblici e scuole che danno l’esempio e si dotano di tecnologie per lo sfruttamento delle energie rinnovabili.

Fra poco più di due mesi, l’Italia e la Sardegna saranno al centro dell’interesse del mondo con il G8 de La Maddalena dove, su proposta del presidente americano BaracK Obama, si terrà un forum parallelo sull’ambiente e il clima. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha accettato e confermato la determinazione «a trasformare l’attenzione in fatti». Ecco, proprio quello che serve per il nostro pianeta. Anche se, a volte, anche le parole contano, soprattutto se provengono da alcuni senatori(azzurri)che hanno presentato una mozione approvata in Senato che nega l’esistenza dei mutamenti climatici. In questo caso, purtroppo, i fatti precedono e smentiscono la politica.
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