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Antonio Burruni 9 maggio 2009
Crisi lavoro: La ricetta de La Sinistra
Convocazione di un tavolo nazionale della chimica ed un intervento del Governo nei riguardi dell’Eni, tra le soluzioni da attuare


PORTO TORRES - La minaccia di chiusura del Petrolchimico di Porto Torres, dopo la dichiarazione dello stato di fallimento da parte della “Vynils” dell’imprenditore Sartor, avviene a circa tre mesi dalle elezioni regionali, che hanno visto il presidente Berlusconi e l’attuale Governatore Cappellacci, garantire,a più riprese, la continuità dell’attività degli impianti e la salvaguardia dell’occupazione esistente.

Il Coordinamento Provinciale de “La Sinistra–Sinistra e Libertà”, commentano il momento storico-economico della Sardegna. «Dobbiamo purtroppo constatare, che questi impegni, all’indomani della campagna elettorale, si sono rivelati pure promesse da marinaio».

Il Coordinamento de La Sinistra si dichiara vicino ai lavoratori della Vynils, che hanno adottato una disperata forma di lotta, proseguendo forzatamente l’attività degli impianti contro la decisione dell’azienda di fermarli, e denuncia il silenzio e l’indifferenza di certa politica, a partire dalla maggioranza di destra che governa la Regione, nei confronti di una decisione, che se confermata, produrrebbe la desertificazione industriale del nord-ovest, ma che avrebbe anche serie ripercussioni economiche e sociali in tutta l’Isola.

«In questo contesto, appare improcrastinabile che il Governo convochi, al più presto, il tavolo nazionale della chimica, e intervenga perché l’“Eni” non abbandoni totalmente l’impegno nel settore, al fine di rendere competitivi i costi delle materie prime destinate proprio alla filiera del cloro. Un’altra strada da battere per rilanciare l’economia del territorio – proseguono - è la riconversione delle zone adibite ad impianti chimici in macro-aree nelle quali edificare impianti basati e fondati su energie rinnovabili, investendo su strutture in grado di catturare e quindi produrre energia da sole, vento, mare e geotermia; risorse per altro presenti in tutta Italia ma molto concentrate in Sardegna. Una manovra di questo tipo sarebbe in grado di creare nuove figure professionali, nuovi posti di lavoro mantenendo quelli già esistenti, e migliorare così il profilo professionale dell’Isola. La Sinistra – concludono - intende battersi affianco dei lavoratori contro la drammatica prospettiva del blocco della chimica sarda, per garantire la rinascita di un territorio particolarmente provato dalla crisi economica globale, e al quale sono state sottratte dal Governo nazionale, inopinatamente e nel silenzio di una Regione subalterna, ingenti risorse proprie derivanti dai fondi europei “Fas”.
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