Tre operai sono morti questo pomeriggio intorno alle 14 all´interno degli impianti della raffineria. La morte in una gigantesca cisterna. Cgil: Nessuna fatalità
CAGLIARI - Gigi Solinas, 27 anni, Bruno Muntoni, 52 anni, sposato e padre di tre figli e Daniele Melis, di 26 anni. Sono i nomi dei tre operai della Comesa, una ditta specializzata in manutenzioni industriali, morti alla Saras, probabilmente a causa delle esalazioni di azoto.
Tutti e tre gli operasi erano infatti impegnati nei lavori di manuntenzione dell'impianto di desolforazione, all'interno di un'enorme cisterna capace di contenere fino a 100 mila litri di gasolio in lavorazione.
«Non è ammissibile che in un paese civile i lavoratori muoiano sul posto di lavoro - ha dichiarato la presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo - le istituzioni devono vigilare affinchè si creino le massime condizioni di sicurezza e le stragi come quella di oggi non si ripetano».
Appresa della notizia dell’incidente sul lavoro il presidente della Regione Ugo Cappellaci ha immediatamente sospeso la riunione che stava presiedendo nei locali di viale Trento a Cagliari ed ha deciso di recarsi subito sul posto, accompagnato dagli assessori dell’Industria Andreina Farris e del Lavoro Maria Valeria Serra. Conversando coi giornalisti, l’assessore dell’industria, col volto bagnato dalla commozione, ha dichiarato che «il lutto dei congiunti è il dolore di tutti sardi e l’intera Sardegna è con le famiglie a piangere con loro».
Il presidente e l'amministratore delegato della Saras, Gianmarco e Massimo Moratti, sono in partenza per raggiungere la Sardegna. Il patron dell'Inter, che era fuori Milano, sta rientrando nel capoluogo lombardo per partire assieme al fratello, col quale sono attesi nelle prossime ore alla Saras.
Mercoledì otto ore di sciopero, con presidio di fronte ai cancelli della fabbrica. Da tempo le confederazioni dei sindacati dell’industria rivendicano migliori condizioni di lavoro nell’area: «Troppi appalti al massimo ribasso, troppi straordinari, ritmi troppo elevati, tempi troppi ristretti nella consegna del lavoro rischiano di produrre effetti devastanti sulla qualità del lavoro e della sicurezza», denuncia la Cigl.
La nota ufficiale dell'Azienda: Il tragico evento è avvenuto presso l'impianto Mhac1, fermo per manutenzione programmata. «Sul luogo dell'incidente sono intervenuti subito i medici dell'azienda i quali, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione, hanno potuto solo constatare il loro decesso». Sono state immediatamente avvisate le autorità competenti e interrotte tutte le attività di manutenzione dello stabilimento, è precisato nella nota. «Il presidente, l'amministratore delegato e tutta la Direzione stanno seguendo la ricostruzione dei fatti unitamente agli inquirenti».
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