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Red 28 maggio 2009
Monumenti Aperti: 5° weekend
Sabato 23 e domenica 24 maggio Sant’Antioco, con Teulada e Villacidro per la prima volta inseriti nella Manifestazione, apriranno le porte ai visitatori con monumenti archeologici, religiosi e naturalistici


ALGHERO - Quinto fine settimana per Monumenti Aperti 2009. Sabato 23 e domenica 24 maggio Sant’Antioco, con Teulada e Villacidro per la prima volta inseriti nella Manifestazione, apriranno le porte ai visitatori con monumenti archeologici, religiosi e naturalistici. Saranno visitabili complessivamente ventinove monumenti, venti dei quali nella sola Sant’Antioco, quattro a Teulada e cinque a Villacidro. Il coordinamento generale della rete di Monumenti Aperti è affidato come sempre all’Associazione culturale Imago Mundi.

Sant’Antioco mette in mostra quest’anno due importanti novità: la Basilica di Sant’Antioco Martire, sorta sulla tomba del santo e uno dei monumenti più antichi dell’intera regione, e la Grotta della Natività, un ipogeo punico utilizzato come propria abitazione da Ciu Canteddu e da sua moglie. Riproposti anche quest’anno i siti che erano novità del 2008: il Ponte Romano, conosciuto come “Pontimannu”, l’Acropoli della città punica, situata a Nord del Castello sabaudo, sotto il declivio, l’Antico Laboratorio delle Arti, dove sono esposte le opere in legno e in pietra dell’artista Gianni Salidu, e la Mostra del Costume e delle Tradizioni, allestita dal Gruppo Folk Isola di Sant’Antioco e composta da nove manichini vestiti coi costumi tipici della zona. Visitabili inoltre: l’Archivio Storico Comunale, il Museo del Bisso, le Catacombe di Sant’Antioco Martire, la Fonte Romana, il Forte Sabaudo, il Museo Archeologico, il Museo Etnografico, la Necropoli Punica di Sulky, il Tofet, la Tomba dei Giganti, la Torre Canai, il Villaggio Ipogeo, il Cronicario e infine i due villaggi nuragici Grutti ‘e Acqua e Corongiu Murvonis. Il paese è inoltre inserito negli itinerari tematici “miniere” e “fenicio”.

Teulada, saranno visitabili la Torre di Sant’Isidoro, datata 1600, con pianta quadrata e due piani senza terrazza che fu in uso sino al 1867; la Chiesa di San Francesco, costruita nella prima metà del 1700, che è associata, nelle più antiche memorie della popolazione teuladina, all’esecuzione delle condanne a morte:; la Chiesa di Sant’ Isidoro, un semplice edificio a unica navata, che sorge in un sito a pochi chilometri dal paese, in cui si trovano i resti di precedenti insediamenti umani, che vanno dal nuragico al periodo bizantino. Infine, nel centro storico di Teulada, è situata la Chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine del Carmine, la cui edificazione risale, secondo le testimonianze dei registri parrocchiali, alla seconda metà del 1600.

Villacidro apre al pubblico cinque monumenti: la Chiesa parrocchiale di S. Barbara che si affaccia sulla piazza omonima e venne costruita, presumibilmente, nella prima metà del XV secolo. Di fronte si trova l’Oratorio del Rosario, sa Cresia de Nostra Sennora, che per circa trecento anni è stato la sede dell’omonima confraternita istituita ai primi del Seicento e ancora oggi operante. Dal 1998 l’Oratorio ospita il museo della Parrocchia di S. Barbara: una raccolta che permette di ricostruire il clima socio – culturale di Villacidro dal XVI sec. fino a oggi. Sempre nella piazza di Santa Barbara si trova l’Oratorio delle Anime, sa Cresia de is Animas, che fu edificata nella prima metà del 1700 per ospitare la Confraternita delle Anime e al cui interno sono conservate delle pregevoli statue di legno policromo del XVIII secolo. Il Lavatoio, un significativo esempio “dell’architettura del ferro”, fa parte di un complesso di opere di pubblica utilità, comprendente il mattatoio, l’abbeveratoio, logge e guardiole, oggi non più visibili, in origine collocato ai margini dell’abitato, nei pressi del rio Fluminera. Infine il Monte granatico, istituito a Villacidro nel 1761, che dal 2003 ospita il Museo Civico Archeologico “Villa Leni” dove sono conservati numerosi reperti che abbracciano un arco di tempo che va dal Neolitico al periodo della dominazione fenicio-punica, fino alla successiva età romana.
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