Per la tragedia di Saras sono stati firmati i primi quattro avvisi di garanzia per omicidio colposo plurimo. Indagati il direttore della fabbrica e tre responsabili della Comesa
CAGLIARI – Per la tragedia di Saras sono stati firmati i primi quattro avvisi di garanzia per omicidio colposo plurimo. Indagati il direttore della fabbrica, Guido Grosso; il presidente della Comesa, Francesco Ledda; il caposquadra e il capocantiere della cooperativa, Giannino Melis e Vincenzo Meloni. La responsabilità è da dimostrare anche se finora i documenti a disposizione degli inquirenti (solo una parte) non farebbero trapelare irregolarità sul comparto sicurezza, quanto sulla violazione di esse probabilmente a causa di un’omissione di vigilanza.
Si attendono i risultati delle autopsie per stabilire esattamente le cause di morte e fino al riscontro medico-legale qualsiasi ipotesi è prematura. Intanto si alza la voce di protesta del segretario sardo della Cgil, Enzo Costa, che discute sulla mancanza di cartelli di pericolo nell’area del serbatoio in cui era cominciata la bonifica e non ancora conclusa. «Chiederemo a Regione, Provincia, Comuni di fare la loro parte. E anche noi del sindacato lo dobbiamo fare: questa tragedia non è avvenuta per caso», la dichiarazione d’intenti finale del rappresentante sindacale.
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