Soddisfazione tra gli organizzatori della manifestazione organizzata sabato sera in porto
ALGHERO - Quasi in trecento hanno firmato la petizione indirizzata alla Regione Autonoma della Sardegna per chiedere una legge che dichiari formalmente l’Isola denuclearizzata. Praticamente, una legge che dichiari la Sardegna indisponibile a ricevere centrali e scorie nucleari su tutto il suo territorio e che potrebbe trovare il consenso dell’intero schieramento politico regionale.
Il meeting antinuclearista con la raccolta di firme, promosso dalla “Legambiente”, si è svolto sabato sera nel porto di Alghero ed ha visto un numero straordinario di adesioni. Assieme alla petizione c’era anche una cartolina da inviare al presidente regionale Ugo Cappellacci, in cui si ribadiva la preoccupazione dei sardi, soprattutto dopo il Decreto del Senato della Repubblica del 19 maggio, che priva le Regioni di potere decisionale ed introduce procedure militarizzate in tema di nucleare.
Con tavoli, gazebo e bandiere gialle, gli ecologisti non si sono limitati a raccogliere le firme, ma hanno promosso un punto di discussione e d’incontro sul tema del nucleare e sull’alternativa possibile. Un pannello solare era esposto a prova visiva di quella che può essere l’alternativa, mentre un documento in distribuzione, condensava in dieci punti le criticità del nucleare, ad iniziare dal punto più controverso: avere il nucleare vicino a casa non è assolutamente lo stesso che averlo a centinaia di chilometri.
La campagna antinuclearista della Legambiente proseguirà in altre città dell’Isola. Testimonial della campagna “Pibù”, il bambino, spaventato da un futuro nucleare, creato dalla matita di Roberta Filippelli.
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