Luciano Uras, Carlo Sechi, Massimo Zedda, consiglieri regionali della “Sinistra” hanno presentato una interpellanza sulla mancata attuazione delle leggi regionali in materia di lavoro
CAGLIARI - Luciano Uras, Carlo Sechi, Massimo Zedda, consiglieri regionali della “Sinistra” hanno presentato una interpellanza sulla mancata attuazione delle leggi regionali in materia di lavoro, e lo stato del sistema regionale e locale dei servizi per il lavoro. In particolare, i consiglieri regionali, lamentano che a fronte dei rilevamenti statistici che convergono nel disegnare uno stato di crisi sempre maggiore in tutti i settori produttivi dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi e il diffondersi di fenomeni allarmanti di precarietà e povertà, oltre ad un progressivo preoccupante sostanziale crollo della occupazione, l’apparato amministrativo regionale rifiuta di dare attuazione alle leggi per il lavoro già approvate da tempo.
«L’Amministrazione regionale, purtroppo e in modo assolutamente incomprensibile, risulta pressoché totalmente inadempiente, non avendo ancora dato alcuna attuazione alle norme di legge approvate tempestivamente, all’unanimità o a larghissima maggioranza dal Consiglio regionale, per dare una risposta concreta al dramma di tanti disoccupati. L’apparato amministrativo regionale dimostra un ingiustificato disinteresse per la grave condizione di crisi che attraversa la regione, afflitta dall’ acuirsi della disoccupazione e della povertà», ha dichiarato Luciano Uras.
I consiglieri della sinistra si chiedono che fine abbiano fatto i 600 milioni di euro stanziati nel Fondo regionale per l’occupazione dell’articolo 6 della Legge regionale Finanziaria del 2008, e perché non si spendano le risorse del Fondo sociale europeo per il lavoro e la formazione. «Il Consiglio regionale ha approvato con l’ultima finanziaria una norma che obbliga l’Amministrazione regionale a predisporre il piano di formazione pluriennale per la sicurezza (legge regionale 8/2008 approvata all’unanimità), rivolto agli operatori pubblici e privati preposti alle attività di prevenzione, controllo e repressione degli incidenti sul lavoro, alle imprese e ai lavoratori: perché da oltre un anno tutto tace - si chiede il capogruppo in regione - non bastano le frasi di cordoglio per evitare i morti sul lavoro bisogna attuare le leggi, potenziare i controlli. Invece più di un anno fa il Consiglio Regionale ha destinato 4 milioni per potenziare i servizi e i controlli sulla sicurezza – con l’assunzione di 60 nuovi tecnici. Non ci risulta che siano stati banditi neppure i concorsi».
Nella foto Carlo Sechi
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