Il coordinatore de La Sinistra e portavoce di Sinistra e Libertà Giancarlo Balbina, interviene sulla decisione dell’Eni sul polo di Porto Torres
ALGHERO - «Nella indifferenza generale, mentre la politica nazionale è sotto i riflettori del G8 e il Presidente del Consiglio invita a pensare che la crisi è alle nostre spalle e che ciò che conta davvero è dare i numeri del proprio consenso personale, l’Eni decide unilateralmente di chiudere la Chimica sarda e con essa le speranze di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie».
Inizia così l’intervento sull’argomento da parte di Giancarlo Balbina, coordinatore de La Sinistra e portavoce di Sinistra e Libertà. Il giovane algherese, sottolinea come oggi sia sotto gli occhi di tutti il gap fra le speranze che la vittoria del Centrodestra e le promesse fatte in campagna elettorale, avevano alimentato fra i sardi e la dura realtà che parla di morte dell’industria sarda, di licenziamenti e cassa integrazione, di giovani senza futuro e di aumento preoccupante della povertà e della emarginazione sociale. «Davanti ad una crisi così profonda e diffusa – ammonisce Balbina - il più grande errore sarebbe quello di occultarne la gravità».
Per il coordinatore de La Sinistra, «occorre invece che dalla Sardegna si alzi una protesta eclatante, mediaticamente forte e istituzionalmente qualificata, all’altezza di una crisi che, purtroppo, non è congiunturale, che non passerà , cioè, con qualche shopping più consistente nei negozi delle nostre città; ma è di sistema, perché sta morendo, con la fuga delle multinazionali dai nostri territori, una intera filiera industriale strategica e niente di sostitutivo si profila all’orizzonte. Se non la disperata rincorsa al consumo del territorio di pregio che ancora rimane e all’espansione delle volumetrie esistenti, attraverso una mascherata forma di speculazione edilizia, mediata dal cosiddetto Piano Casa e dallo smantellamento del Ppr».
Per queste motivazioni, Sinistra e Libertà sarà vicino ai lavoratori sardi che venerdì 10 luglio scenderanno in piazza, partecipando allo sciopero generale dell’industria, che deve essere solo il primo passo verso una nuova stagione rivendicativa e di lotta, necessaria per dare una speranza ed un futuro non solo al territorio, ma all’intera Isola.
Nella foto: Giancarlo Balbina
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