Alle 15.30 il primo incontro romano a Palazzo Chigi sulla crisi storica che attraversa la Sardegna in molti campi. Dall´industria alla scuola e all´occupazione. Maxi-vertice con 11 ministri e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
ALGHERO - L'Isola è in ginocchio, dall'industria alle infrastrutture, dalla continuità territoriale all'occupazione, fino alla scuola e all'edilizia. Alle 15,30 di oggi (venerdì) il governatore varcherà la soglia di Palazzo Chigi e raggiungerà la sala Verde. Sarà il primo incontro ufficiale al quale seguirà il Tavolo della Chimica col Ministro Scajola il 21 luglio.
Tutti attorno al tavolo, i ministri Giulio Tremonti (Economia), Sandro Bondi (Beni e Attività culturali), Maria Stella Gelmini (Istruzione, Università e Ricerca), Altero Matteoli (Trasporti e Infrastrutture), Andrea Ronchi (Politiche europee) e Michela Vittoria Brambilla (Turismo), Stefania Prestigiacomo (Ambiente, Tutela del territorio e del mare), Maurizio Sacconi (Lavoro, Salute e Politiche sociali), Claudio Scajola (Sviluppo economico), Luca Zaia (Politiche agricole), Raffaele Fitto (Rapporti con le Regioni). Al maxi-vertice parteciperà anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Crisi della Chimica. Il consiglio regionale ha approvato giovedì, all'unanimità per alzata di mano, un documento che impegna, fra l’altro, la Giunta a chiedere al Governo l’immediato ritiro del provvedimento dell’Eni di chiusura degli impianti di Porto Torres. Tutti concordi i politici nel ribadire al Presidente Ugo Cappellacci di alzare la voce e non permettere ulteriori scippi e sgarbi ai danni del popolo sardo.
Anche il senatore e presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu, ha sottolineato con forza l'assoluta necessità di avere un presidente della regione determinato. «Siamo una regione debole e marginale rispetto ai grandi processi economici e finanziari che si stanno organizzando – ha detto - per questo il modo migliore di difenderci è quello di unire le forze e la volontà. L’unità che stiamo costruendo è facile e incerta ma è già preziosa. Sarà meglio coltivare e far crescere questa unità nel segno del bene comune».
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