Il Cantiere Sociale de l´Alguer esprime piena solidarietà e vicinanza alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici di Porto Torres, oggi determinati a difendere il diritto fondamentale al proprio futuro
ALGHERO - Il Cantiere Sociale de l'Alguer esprime piena solidarietà e vicinanza alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici di Porto Torres, oggi determinati a difendere il diritto fondamentale al proprio futuro.
«Dopo che lo stato italiano ha imposto dall'alto un modello di sviluppo lontano dalla vocazione e dalla predisposizione (sociale, culturale e geografica) della Sardegna, negando ai sardi la facoltà di autodeterminarsi economicamente e inquinandone l'ambiente, la cultura e la società, oggi pare non voler muovere un dito per garantire non solo chi da quell'industria (soprav)vive, ma anche l'intero territorio del nord ovest della Sardegna e, con la scusa della crisi mondiale, realizza quello che ci pare sia un obiettivo da tempo ricercato: la chiusura totale degli impianti e il licenziamento degli operai, dopo – per altro – promesse tanto numerose, quanto disattese (tra cui, ad esempio, quella di bonificare il territorio martoriato da decenni di mancati controlli)».
«Siamo convinti che quel tipo di industria sia ormai obsoleta - precisano dal Cantiere Sociale de l'Alguer - oltreché decisamente pericolosa soprattutto per chi ci lavora e per la popolazioni dei territori sui quali essa insiste (la percentuale dell'incidenza dei tumori alle vie respiratorie a Porto Torres è superiore di molto a quella della media) e che vadano ricercate forme di riconversione e di ammodernamento verso una produzione più pulita sotto tutti i punti di vista, considerando in modo particolare che ENI è da più di quindici anni che non investe in innovazione; tuttavia la condizione innegoziabile è che i lavoratori vengano coinvolti e tutelati nelle scelte future».
Per tutte queste ragioni, conclude il movimento politico algherese, non possiamo che sentirci umanamente e politicamente coinvolti da ogni forma di lotta decisa dai lavoratori e dalle lavoratrici del petrolchimico.
Commenti