Anche una via sarà intitolata ad Antonio Casu, il carabineire medaglia d’oro al valor civile
MORES – Domani, venerdì 9 ottobre, è in programma la cerimonia per l’intitolazione di una via e di una piazza di Mores all’appuntato dei Carabinieri, medaglia d’oro al valor civile, Antonio Casu, originario del centro e trucidato in servizio, a cinquant’anni, il 25 gennaio 1980.
La manifestazione, organizzata dal Comune di Mores e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Sassari, prevede, alle ore 10,30, la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa parrocchiale di Santa Caterina da parte dell’arcivescovo di Sassari monsignor Paolo Atzei, alla quale seguirà una cerimonia con lo scoprimento della targa e la resa degli onori militari per intitolare al valoroso militare la piazza antistante il Municipio e la via che ad essa conduce.
Interverranno Giovanna Maria Casu-Vargiu, con i figli Giovanni Mario e Giuseppe, il comandante della Legione Carabinieri “Sardegna” generale di Brigata Carmine Adinolfi, oltre a numerose altre autorità civili e militari ed alcune scolaresche del paese.
L’appuntato Casu si era arruolato nell’Arma il 17 agosto 1948. Dopo aver brillantemente espletato per quattordici anni i compiti istituzionali affidatigli in varie località della Penisola, distinguendosi per rigore morale, altissimo senso del dovere e della disciplina, veniva destinato alla Legione Carabinieri “Liguria”. Il 25 gennaio 1980, alle ore 13.15, a Genova, mentre svolgeva l’incarico di autista del tenente colonnello Emanuele Tuttobene, veniva barbaramente trucidato da un commando delle Brigate Rosse.
Per il tragico evento, al graduato veniva conferita, alla memoria, la medaglia d’oro al valor civile, con questa motivazione «Conduttore di automezzi in forza a reparto comando di Legione particolarmente impegnata nella lotta contro la criminalità eversiva, assolveva i propri compiti con profonda dedizione e sereno sprezzo del pericolo. Durante proditoria aggressione, perpetrata con estrema efferatezza da un gruppo di terroristi, veniva trucidato da numerosi colpi di arma da fuoco esplosigli da distanza ravvicinata mentre, con responsabile impegno, svolgeva il proprio servizio sacrificando la vita nell’adempimento del dovere».
Nella foto: Il generale di Brigata Carmine Adinolfi
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