«Nei prossimi giorni verificheremo che gli uffici regionali garantiscano alla famiglia ogni necessario supporto per ottenere il contributo di solidarietà previsto dalla legge»
ALGHERO - La famiglia dell’operaio metalmeccanico Mario Soggiu di Alghero, deceduto a luglio mentre lavorava in un cantiere edile a Bergamo, non può rimanere senza risposta. Alla famiglia deve essere subito riconosciuto il sostegno economico di solidarietà previsto dalla legge regionale n.8, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 30 maggio scorso.
E' quanto sostiene il consigliere regionale algherese Carlo Sechi, che chiede un autorevole intervento della Regione: «L’operaio, emigrato, è stato vittima dell’incidente nel suo primo giorno di lavoro. Lascia due figlie in tenera età. In contrasto con l’opinione dei sindacati, e in attesa di fare chiarezza sulle dinamiche dell’accaduto, l’Inail ha purtroppo rifiutato di riconoscere i previsti indennizzi alla famiglia», precisa Sechi.
La legge regionale, al contrario, garantisce il proprio intervento qualsiasi siano la natura e la tipologia di lavoro autonomo o subordinato svolto dalla vittima dell’infortunio e prioritariamente nei casi in cui la stessa risulti priva della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il contributo è concesso e pagato con carattere di massima urgenza e, comunque, entro venti giorni dalla presentazione dell’ apposita istanza da parte della famiglia.
«Nei prossimi giorni verificheremo che gli uffici regionali garantiscano, quindi, alla famiglia ogni necessario supporto per ottenere il contributo di solidarietà previsto dalla legge. Al contempo solleciteremo il Presidente del Consiglio alla istituzione della commissione di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro già approvata dal Consiglio regionale per l’immediata attuazione di tutte le disposizioni di legge in materia di prevenzione degli incidenti, formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro sugli obblighi per la sicurezza, e al fine di migliorare il coordinamento delle autorità pubbliche competenti in materia», conclude Carlo Sechi.
Nella foto: Carlo Sechi, consigliere regionale
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