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Red 27 novembre 2009
Verde Urbano: durissimo Alghero Viva
«Il Comune, nel praticare costantemente queste pratiche di esternalizzazione e di privatizzazione dei beni pubblici, si libera della loro gestione per praticare politiche pseudo liberiste che riducono la qualità dei servizi e che consentono all’amministrazione diffuse pratiche di assunzioni discrezionali»


ALGHERO - «L’Amministrazione guidata da Marco Tedde sta spendendo diversi milioni di euro per snaturare, cementificare e massacrare i giardini pubblici comunali. In questi giorni stiamo assistendo a pesanti e incongrui lavori di riqualificazione e sistemazione dei giardini, con notevoli perdite del verde esistente, con la realizzazione di ingombranti strutture di cemento armato negli spazi di via Tarragona e della Pietraia». E' la nota del coordinamento cittadino di Alghero Viva, in riferimento ai lavori in fase di realizzazione ad Alghero sul verde pubblico.

«Alghero Viva aveva già denunciato l’inopportunità di questa iniziativa durante la presentazione del progetto avvenuta presso il Teatro Civico, proponendo di destinare i diversi milioni di euro per realizzare nuovi giardini e aree verdi e non per distruggere quei pochi esistenti. In una città soffocata da numerose e antiestetiche costruzioni -sottolinea il movimento politico - il cui ultimo giardino realizzato risale agli anni 90’, una Amministrazione sensibile ai problemi dei cittadini, dei bambini e degli anziani, avrebbe destinato le somme per realizzare aree verdi attrezzate nei quartieri e nelle periferie urbane».

«Invece la Giunta Tedde, con i fondi che la Regione sarda eroga al Comune per i progetti occupazione derivanti dalla legge regionale n.37, realizza opere pubbliche - denuncia Alghero Viva - destinando in tal modo la gran parte dei finanziamenti ai progettisti e alle ditte realizzatrice delle opere, con pochissime ricadute sul piano occupazionale. Tutta questa operazione è finalizzata inoltre alla privatizzazione dei giardini, in quanto le strutture-bar costruite saranno date in concessione ai privati, ai quali inoltre sarà affidata la cura e la manutenzione di ciò che rimane degli spazi verdi».

«Il Comune, nel praticare costantemente queste pratiche di esternalizzazione e di privatizzazione dei beni pubblici, si libera della loro gestione per praticare politiche pseudo liberiste che riducono la qualità dei servizi e che consentono all’amministrazione diffuse pratiche di assunzioni discrezionali». Anche l’aiuola spartitraffico di Viale Giovanni XXIII, che non necessitava di nessun intervento, è stata smantellata, con la sostituzione di pregiati cordoli di trachite con volgare cemento. «Chiediamo che fine farà tutta la trachite rimossa», scrivono.

«Nel mentre - conclude il coordinamento - tutti i marciapiedi e le aiuole cittadine vengono lasciate nel più completo abbandono. Speriamo almeno che vengano salvate le alberate che svolgono una importante funzione ecologica. Così come speriamo che i partiti e le associazioni culturali ed ambientaliste facciano sentire la propria voce per impedire che la stessa aggressione non sia riservata allo storico giardino di via Vittorio Emanuele, realizzato a fine 800, e alla Pineta di Maria Pia, ultima oasi ecologica del perimetro urbano».
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