A partire dal 15 dicembre esiste il rischio concreto della chiusura definitiva degli impianti chimici di Porto Torres, dichiara Luciano Mura che chiede un immediato intervento del Governo
PORTO TORRES - «Sembrava prossima ad essere risolta la vicenda relativa alla Vinyls Italia con l’avvio delle produzioni a partire dal 15 dicembre invece esiste il rischio concreto della chiusura definitiva degli impianti chimici di Porto Torres». E' l'ultimo grido d'allarme del sindaco di Porto Torres Luciano Mura, in merito alla delicata situazione che vede coinvolto il suo territorio.
«L’ accordo concluso al Ministero dello Sviluppo Economico, il 12 Novembre prevedeva il riavvio delle forniture del dicloretano da parte dell’Eni a condizioni tali da consentire a Vinyls di riconquistare importante quote di mercato, tale accordo preveda anche le fidejussioni che Eni voleva in cambio del prodotto da fornire appunto a Vinyls per riavviare le linee», precisa Mura.
«Le fideiussioni dovevano essere garantite da un pool di banche visto lo stato comatoso delle casse della multinazionale (un centinaio di milioni di insoluti) ma a meno di una settimana dalla fatidica data del 15 Dicembre dalle banche nessuna risposta né positiva né negativa, allo stato attuale si apre una drammatica prospettiva che a Porto Torres significa la chiusura definitiva degli impianti chimici, senza la filiera del cloro anche le produzioni del craking perderebbero di significato».
L'ultima drammatica richiesta del Sindaco. «Il Governo che si è fatto garante dell’accordo deve immediatamente intervenire per evitare questo ulteriore grave colpo alla nostra economia ma che mette in discussione anche gli assetti della chimica italiana».
Nella foto: una manifestazione alla Vinyls di Porto Torres
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