Il segretario regionale della Cisl sarda, Mario Medde, ha rilanciato ad inizio anno il problema del lavoro nell´Isola e non solo. In aumento gli iscritti al sindacato: 153.195 gli associati, 1673 in più rispetto al 2008
CAGLIARI - «Nel 2010 dovranno essere industria e disoccupazione, in particolare quella giovanile, le due grandi preoccupazioni della politica e delle forze economiche e sociali. La crisi e la debolezza di queste due realtà è all’origine del grave disagio di un numero crescente di sardi e della precarietà di alcuni territori dell’isola». Così il segretario regionale della Cisl sarda, Mario Medde, ha rilanciato ad inizio anno il problema del lavoro nell'Isola e non solo.
«L’industria va rilanciata con interventi nazionali e regionali - scrive Medde - e la disoccupazione giovanile, ormai al 37%, richiede iniziative specifiche. Il sindacato è disponibile a concertare con la Regione un piano organico per favorire il lavoro giovanile». L'attenzione ai temi dell'occupazione è ancor più viva in tempi di grave disagio economico e sociale per le famiglie sarde confermate dai numeri in aumento tra gli iscritti al sindacato. Quello confederale, Cgil Cisl e Uil, anche nel 2009 con gli oltre suoi 400 mila iscritti, ha un'adesione ogni 4,7 abitanti. Solo la Cisl ha 153.195 mila associati, 1673 in più rispetto al 2008; anche l’Adiconsum (l’associazione consumatori della Cisl) ha registrato un aumento di 852 associati.
«E’ un risultato importante - commenta il segretario - perché conferma il forte e diffuso impegno del sindacato a favore dei lavoratori e dei pensionati sia sul versante delle politiche per lo sviluppo e il lavoro, sia su quello delle tutele individuali e collettive. Un successo - aggiunge Medde - realizzato in un contesto di forte presenza e protagonismo del sindacalismo confederale».
Nella foto: Il segretario regionale della Cisl sarda Mario Medde
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