L´occupazione potrebbe proseguire fino allo sciopero generale del territorio previsto per la prossima settimana. Rimane l´incertezza sul futuro di migliaia di lavoratori in Sardegna
PORTO TORRES - Ancora emergenza lavoro in primo piano nell'Isola in questo scorcio del 2010. "Eni non scalda, brucia", è lo striscione appeso sulla torre. Una decina di operai della Vinyls, infatti, in rappresentanza di tutte le organizzazioni sindacali dei chimici, assieme agli Rsu del Petrolchimico di Porto Torres, hanno occupato questa mattina, intorno alle 9, la Torre Aragonese davanti al porto di Porto Torres, come era già successo a ottobre.
L'agonia per migliaia di lavoratori del Petrolchimico, infatti, continua nonostante le numerose rassicurazioni del Governo. La produzione della filiera del cloro a Porto Torres sarebbe dovuta ripartire il 15 dicembre ma gli impianti sono ancora fermi e non si sa se potranno ripartire.
Inutili, per ora, anche i buoni propositi della Regione, che alla vigilia di Natale si era fatta garante, attraverso una fideiussione da 20 milioni di euro della
Sfirs, per il pagamento delle materie prime dell'Eni.
Nella foto: la protesta dei lavoratori a Porto Torres
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