La segreteria regionale della Cisl ha tenuto la prima assemblea per affrontare i nodi irrisolti dell´occupazione in Sardegna e programmare un calendario di mobilitazione insieme alla Cgil e Uil
CAGLIARI - Una riunione per iniziare l'anno, programmare le prossime settimane e valutare la situazione sociale ed economica dell’Isola. Passate le feste, la segreteria regionale della Cisl ha tenuto la prima assemblea per affrontare i nodi irrisolti dell'occupazione in Sardegna, a partire dal caso Alcoa.
La crisi dell'industria e delle attività produttive, agricoltura compresa: sono i grandi temi della questione sociale ed economica in regione. 11mila lavoratori con gli ammortizzatori sociali in deroga sono la punta dell'iceberg - secondo la Cisl sarda che invoca strategie di politica industriale e del lavoro, aldilà delle soluzioni d'emergenza.
«Si tratta di dare garanzie di tutela sociale ed economica a 350mila persone al di sotto della soglia della povertà - si legge nella nota -. La Regione deve recuperare efficacia sul versante della spesa e nella qualità dei progetti. I residui passivi si aggirano intorno ai nove miliardi di euro e potrebbero alleviare le sofferenze delle imprese, dei lavoratori, dei prepari e degli anziani».
La Cisl definisce «carente» l'apporto dello Stato, così come il confronto con la Regione, ponendone in evidenza alcuni problemi aperti, quali: l’entrate e le compartecipazioni erariali e tributarie; i fondi per le aree sottoutilizzate; il rilancio delle attività produttive e dell’industria; quello per le infrastrutture e le reti; il nuovo Piano di Rinascita e il riconoscimento dello status di insularità; oltre alla riforma delle Istituzioni e della Regione e del nuovo Statuto Speciale della Sardegna.
«Piccoli e grandi passi da compiere secondo le possibilità ma sapendo dove andare. Nei prossimi giorni - fanno sapere - verrà calendarizzata, da Cgil, Cisl e Uil, la data e il percorso dell’iniziativa di mobilitazione e di lotta. Vuole essere un forte segnale per aprire una stagione propositiva e di cambiamento sui temi del lavoro, dello sviluppo e delle riforme».
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