Il monito arriva dalla Presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo presente con Cappellacci all´assemblea tenuta dai lavoratori negli stabilimenti di Portovesme
PORTOVESME – «L’Alcoa non deve chiudere. Tutte le forze politiche unite sono pronte ad opporsi con ogni mezzo, al fianco dei lavoratori, alla fermata dall’azienda. Metteremo in atto una linea dura e inesorabile sia per quanto riguarda il ripristino dal punto di vista ambientale del territorio sia dal punto di vista finanziario con la richiesta immediata dell’escussione della fideiussione».
Lo ha affermato la presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, stamattina (lunedì) a Portovesme, durante l’assemblea che si è tenuta nello stabilimento dell’Alcoa. La presidente del Consiglio ha ribadito che lo sviluppo della Sardegna non può prescindere dall’industria.
“Questo settore – ha detto – è un elemento essenziale per un nuovo modello di sviluppo”. La presidente ha auspicato che il colosso statunitense dell’alluminio faccia scelte chiare: «L’Alcoa deve dire che cosa intende fare – ha sottolineato Claudia Lombardo – ma non pensi che le sarà consentito di disimpegnarsi da un territorio che in questi anni ha dato tanto non solo in termini di profitti ma anche di sacrifici di carattere ambientale».
«Basta con la ricerca di alibi per mascherare la volontà di chiudere lo stabilimento di Portovesme. L’Alcoa – ha concluso la presidente - deve continuare a produrre nel nostro territorio». Una posizione chiara, al contrario di quanto è avvenuto in passato, è la richiesta della presidente del Consiglio Regionale e del Governatore Cappellacci nei confronti dell'azienda americana, mentre per i lavoratori è scattata la cassaintegrazione. Un inizio anno, per loro, di sempre più deboli speranze nel futuro dell'alluminio in Sardegna.
Nella foto: La Presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo
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