Il sindacato sardo ha spiegato questa mattina nella riunione del suo Comitato esecutivo, le ragioni dello sciopero generale e della manifestazione che si terranno a Cagliari il prossimo 5 febbraio
ALGHERO - «Lo sciopero generale regionale e la manifestazione che si terranno a Cagliari il prossimo 5 febbraio vogliono rafforzare le ragioni e l’urgenza d’impatto sociale per il lavoro e le proposte della Sardegna a Roma e a Bruxelles». E’ quanto ha sottolineato la Cisl sarda nel corso del suo Comitato esecutivo, riunitosi questa mattina (mercoledì) a Tramatza.
Al centro dell’iniziativa di lotta del sindacato sardo è il lavoro come obiettivo fondamentale per uscire dalla crisi e contribuire così a rilanciare la crescita economica. Finalità da ottenere attraverso il perseguimento di un diverso rapporto tra Stato e Regione, attraverso una nuova Intesa istituzionale, un piano di Rinascita, il riconoscimento dello stato d’insularità, recuperando le diseconomie e i differenziali di costo, ma valorizzando anche le specificità della Sardegna.
Lo sciopero e la manifestazione costituiscono, però, anche un’opportunità per il governo regionale si legge nella nota della Cisl - perché può trovare in essi la forza e le motivazioni per un forte processo di cambiamento nell’isola e per una nuova fase di negoziazione con lo Stato. Si tratta, dunque, di valorizzare in termini unitari - continua nel comunicato - la mobilitazione dei sardi per avviare una nuova fase dell’autonomia e della rinascita in Sardegna.
Nella foto: Mario Medde, segretario regionale della Cisl
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