Durissime le dichiarazioni dell´assessore Giorgio La Spisa e della presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, all´indomani della conferma della chiusura, per almeno sei mesi, dello stabilimento di Portovesme da parte dell´Alcoa
CAGLIARI - Situazione davvero complicata e ingarbugliata in Sardegna sul fronte della chimica, con l'Alcoa che ha
confermato la volontà di non ripartire con le produzioni per almeno 6 mesi. Durissime le dichiarazioni dell'assessore La Spisa e della presidente del Consiglio regionale Lombardo.
«L'Alcoa è la vertenza più difficile e più complicata vista in questi anni sul piano industriale in Sardegna. Siamo di fronte ad un gruppo finanziario che non ha avuto la minima attenzione alle strategie - sottolinea Giorgio La Spisa - ma ha badato solo a difendere i propri interessi, incapace di cogliere tutte le offerte che il Governo nazionale aveva costruito per ridurre il costo dell'energia. L'attenzione del governo nazionale è massima, ma l'impressione è che Alcoa stia 'avvelenando i pozzi' per impedire qualunque prospettiva futura per la produzione di alluminio in Italia».
Di atteggiamento «vigliacco e inaccettabile» parla invece senza mezzi termini Claudia Lombardo. «La posizione interlocutoria assunta dai vertici dell’Azienda ha fatto cadere la maschera e manifesta la reale volontà di chiudere la fabbrica di Portovesme». «La proposta dell’Azienda di fermare gli impianti per sei mesi, per poi riprendere il confronto, è un mezzo per sfuggire alle proprie responsabilità. Tale atteggiamento è tanto più grave in quanto non consente alla Regione di trovare soluzioni alternative, possibili attraverso l’individuazione di nuovi acquirenti», conclude.
Nella foto: Claudia Lombardo, presidente Consiglio Regionale della Sardegna
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