Si è tenuta venerdì pomeriggio a Santa Giusta, l’assemblea di Sinistra Ecologia e Libertà. All’ordine del giorno, la situazione politica ed economica regionale e l’adesione allo sciopero generale del 5 febbraio
SANTA GIUSTA - «La crisi economica della Sardegna ha ormai assunto le dimensioni del dramma. Il caso di “Alcoa” così come quello della “Vinyls” di Porto Torres descrivono il punto apicale di un processo di smantellamento progressivo dell’apparato industriale sardo che in questi ultimi anni ha attraversato tutta l’Isola. Sono oltre trenta le vertenze industriali in atto in ogni territorio, che riguardano migliaia e migliaia di lavoratori». Questo il fulcro dell’analisi scaturita dall’assemblea di Sinistra Ecologia e Libertà, tenutasi venerdì a Santa Giusta e che aveva come principale punto all’ordine del giorno, la situazione politica ed economica regionale e l’adesione allo sciopero generale del 5 febbraio.
«Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: alla progressiva precarizzazione del lavoro e delle esistenze si è aggiunto un crescente e generalizzato fenomeno di impoverimento della popolazione. Interi territori oggi vivono la quotidiana sofferenza dell’assenza di un futuro ed anche laddove, fino a poco tempo fa, appariva meno significativa la crisi strutturale dell’economica sarda, oggi iniziano ad intravvedersi gli effetti sociali e culturali dello spopolamento e della ripresa dell’emigrazione».
«Ad essere a rischio, in questo contesto, è la tenuta stessa del tessuto comunitario dell’Isola. Perciò Sinistra Ecologia e Libertà ritiene di dover partecipare attivamente alla mobilitazione promossa dai Sindacati confederali e di aderire allo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil per il 5 febbraio. Precisamente con il medesimo approccio: dalla crisi alla sfida del cambiamento. Ovvero l’urgenza di affiancare ad efficaci politiche di contrasto della disoccupazione e della povertà, una azione riformatrice che, innovando il sistema istituzionale, crei le precondizioni necessarie a una reale alternativa di sviluppo e di vera rinascita per l’Isola».
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