Massimo riserbo da parte degli inquirenti sull'attentato di giovedì notte a Sant'Anna. L'ufficio gestisce appalti di nettezza urbana e assunzioni per specifici progetti. L'ultimo atto dimostrativo contro l'amministrazione risale al 2006
ALGHERO - La ridente Riviera del Corallo, conosciuta anche come la Porta d’oro del turismo in Sardegna e crocevia di culture che ne hanno segnato la sua storia; ne nasconde un’altra, più oscura e pericolosa. L’
attentato di giovedì agli uffici di Ecologia della sede comunale di Sant’Anna, fa riemergere un passato non molto lontano di allarmi, ordigni scoppiati e minacce intimidatorie a personaggi della politica e della imprenditoria cittadina.
Mentre proseguono le indagini sui presunti responsabili e il movente, le piste più accreditate sinora sembrano essere quelle relative ad alcune assunzioni per specifici progetti (che hanno creato diversi malumori in città) o legate ad appalti sulla nettezza urbana; i cittadini rivivono una stagione di attentati che hanno caratterizzato Alghero negli ultimi anni.
L’ultimo segnale recapitato agli amministratori era datato
dicembre 2006. Amministratori sotto tiro. Un pacco bomba adagiato all’ingresso del Caval Marì, il locale dove era previsto il primo appuntamento per la definizione del Piano Particolareggiato del Porto: una batteria, presumibilmente di una moto, collegata ad un timer e ad un detonatore con fili elettrici legati ad una busta di carta.
E’ sufficiente tornare indietro solo di qualche mese,
aprile 2005, per ritrovare un episodio analogo, stavolta ai danni dell’Ufficio Idrico. Un ordigno che non sarebbe mai potuto esplodere avrebbero poi accertato gli artificieri di Sassari, ma che certamente è stato un altro chiaro segnale per gli amministratori cittadini.
E' il
luglio 2003 quando, invece, all’ex Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, nel cuore del centro storico algherese, viene rinvenuta una tanica contenente cinque litri di benzina collegata con due fili elettrici e un timer, il tutto mascherato da una busta in carta.
La strategia delle bombe. Ad
aprile 2008 gli artificieri disinnescano una bomba collocata in casa di un maresciallo dei Carabinieri, a Valverde, già vittima due anni prima di un atto intimidatorio.
Nel
novembre 2005 una bomba a basso potenziale salta in aria davanti alla nuova Conad, proprio alla vigilia dell’apertura del supermercato di via Mazzini. Il botto, in quel caso, amplificato dalle pareti di un porticato, era stato avvertito in tutte le zone della città, dal centro storico al quartiere della Pietraia, anche se i danni, fortunatamente, si erano rivelati lievi.
Dopo qualche giorno brucia, invece, la redazione di Alguer.it. E' il
30 novembre 2005 e ignoti collocano quattro bombolette di gas, del tipo che viene solitamente utilizzato per i fornellini da campeggio, sotto una coperta imbevuta di benzina, collegata ad uno stoppino, cui hanno dato fuoco prima di dileguarsi.
Strategia in cui si collocano anche i gravi attentati agli imprenditori Giorico e allo stesso sindaco Marco Tedde, a cavallo tra il
2002 al 2006. Anni costellati da una serie di atti intimidatori e aperte minacce all’imprenditore edile e al primo cittadino.
In questi ultimi casi, fortunatamente, si era arrivati al presunto responsabile, Roberto Iacono, altro imprenditore (stavolta con interessi nel Porto). Tutti gli altri casi, finora, rimangono impuniti e si portano dietro un'ombra davvero poco rassicurante per una città dove si intrecciano ed annidano sempre più interessi economici e di potere.
Nella foto: l'attentato di giovedì negli uffici Ecologia del comune di Alghero
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