Lo ha detto stamane il sottosegretario alla sviluppo economico Stefano Saglia, rispondendo alla Camera dei Deputati all’interrogazione del deputato sardo Mauro Pili
SASSARI - «Il Ministero dello Sviluppo economico sta concludendo l’istruttoria del programma di cessione presentato dai commissari, in vista di un rapido avvio di un bando di gara internazionale non escludendo la possibilità di riavvio delle attività Vinyls». Lo ha detto stamane il sottosegretario alla sviluppo economico Stefano Saglia, rispondendo alla Camera dei Deputati all’interrogazione del deputato sardo Mauro Pili sulla Vinyls di Porto Torres.
«Il riavvio degli impianti – ha risposto Pili – deve essere immediato e non si deve perdere altro tempo respingendo l’atteggiamento dilatorio dell’Eni che da una parte continua a dichiararsi disponibile ad una soluzione e dall’altra continua a bloccare ogni tipo di intesa». «La vicenda della Vinyls, dopo la rottura della trattativa con la Ramco del Qatar - ha sostenuto Pili - è precipitata nella più totale inconcludenza con grave compromissione delle possibili soluzioni. Il riavvio degli impianti era stato reiteratamente preannunciato senza mai concretizzarsi e in tal senso lo stesso governo ha assunto impegni formali che risultano a tutt’oggi non attuati».
«Il Ministero dello sviluppo economico – ha dichiarato il sottosegretario Saglia - sta, comunque operando, insieme a tutte le parti interessate per individuare ogni soluzione per la salvaguardia dell’occupazione, il rafforzamento e il rinnovamento del settore chimico in Italia, confermando l’impegno per una positiva e rapida soluzione della vicenda. A tal fine - ha concluso il rappresentante del governo - è stato convocato un tavolo di confronto con i sindacati e le regioni interessate per martedì 15 giugno».
«I lavoratori e i territorio interessati - ha detto Pili - non possono continuare ad assistere a questo stillicidio di incontri-confronto che si trasformano in reiterati e inconcludenti verbali. Il governo deve imporre, con tutti gli strumenti a disposizione, la ripresa produttiva coinvolgendo direttamente l’Eni che continua ad operare in Sardegna come la peggiore delle società private continuando nel contempo a beneficiare delle laute attenzioni dello Stato. Il governo - ha concluso il parlamentare sardo - deve presentarsi all’incontro del 15 giungo prossimo con l’unica soluzione possibile, la ripresa immediata dell’attività produttiva e la successiva gara internazionale per la cessione. Tale ripresa produttiva deve essere imposta ai commissari o direttamente all’Eni, che ne ha l’immediata possibilità tecnica operativa. Qualsiasi altra ipotesi rischia di infrangersi nel fallimento così come è avvenuto sino ad oggi».
Nella foto: Mauro Pili
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