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Antonello Sotgiu 13 gennaio 2003
Scuse accettate, ma con un´ultima frecciatina
"L’amministrazione di Alghero non deve delle scuse solo a me - afferma Sotgiu - ma a tutta la città ed in particolare ai giovani per l’incapacità di varare una seria politica della cultura e dello spettacolo


Gentile ufficio stampa del sindaco,
ho letto con interesse il comunicato con il quale il comune di Alghero si scusa per la vicenda spiacevole di cui sono stato vittima. Accetto le scuse di buon grado e per quanto mi riguarda l’episodio è dimenticato; dopotutto l’intento della mia lettera non era quello di cercare vendette nei confronti di chicchessia. Credo, infatti, che il vero significato di ciò che è successo sia da ricercare non nell’episodio in se, ma nel fatto abbastanza evidente che il nostro teatro, purtroppo, è in mano a persone in grado di adempiere esclusivamente ai compiti di ordinaria amministrazione: vendere i biglietti , affiggere le locandine , accompagnare gli spettatori ai loro posti, contare gli incassi, dopodiché fare o far fare le pulizie...
La stessa mansione che in una scuola, per esempio, compete ai bidelli, i quali svolgono un compito molto importante, per carità, ma che non esaurisce, evidentemente, la finalità didattica e di proposta culturale che deve perseguire una scuola. Nel nostro teatro vengono allestiti essenzialmente gli spettacoli del circuito CEDAC - in cui prevalgono, come giustamente faceva notare nel suo intervento Emiliano Di Nolfo, le varie versioni pirandelliane e i vari emuli di Ugo Pagliai - e alcuni spettacoli organizzati in città, i quali, tranne rare eccezioni di straordinario valore, sono a dire poco scadenti.
Tra i giovani algheresi serpeggia una domanda di cultura che obbiettivamente le persone con le quali ho interloquito e che si sono presentate come i responsabili del teatro,non sono in grado di poter
soddisfare. Un teatro vivo deve sapere organizzare occasioni di confronto con le espressioni che la contemporaneità esprime,attraverso collaborazioni con altri enti,scambi con altri teatri,organizzazione di rassegne... L´ente pubblico ha il dovere di incentivare queste manifestazioni,perché finanziare operazioni culturali di qualità vuole dire migliorare la qualità della vita di una intera comunità. E´ importante che a gestire un teatro ci siano persone informate e capaci. Le cose veramente di qualità anche se all´inizio comportano dei costi elevati, col tempo, capita che possano stare in piedi magari quasi solamente con i finanziamenti degli sponsor e basta andare a vedere cosa succede a Berchidda per capire come la cosa sia possibile. E poi, quanti denari destina il nostro comune a spettacoli di puro intrattenimento?
C´è poi un´altra questione da considerare: se i posti a teatro sono così contesi (e conosco decine di persone che hanno da fare polemiche sulla gestione del botteghino) è ovviamente perché la struttura è troppo piccola per una città come Alghero, e allora (e non credo di dire uno sproposito!) perché non pensare di riattivare il cinema teatro di Fertilia attualmente adibito a deposito di merci?
Ho esagerato? E´ chiedere troppo? Avrei dovuto accontentarmi delle scuse per lo spiacevole incidente senza fare troppi sermoni? Forse si! Però chi nella mia città ha voluto assumersi il compito di amministrare la cultura non può esimersi dall’affrontare queste problematiche.
L’amministrazione di Alghero non deve delle scuse solo a me ma a tutta la città ed in particolare ai giovani per l’incapacità di varare una seria politica della cultura e dello spettacolo!
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