Per Giovedì prossimo prevista una manifestazione davanti a Palazzo Chigi per la vertenza industria in Sardegna
CAGLIARI - Storie di quotidiana lotta di chi ha perso, o sta perdendo il posto di lavoro, uomini e intere famiglie gettate nello sconforto, decisi a gridare a tutti, anche da vicino ma con grande senso democratico tutta la loro rabbia. E per i politici sardi costretti a correre da una capo all’altro dell’isola a “sentire” lo strazio di questa gente, non rimane che perorare le istanze che provengono dalla base e proclamarsi capi popolo.
Un’altra mattinata trascorsa con gli operai, stavolta con un discorso nel piazzale della Regione dopo l’incontro con la delegazione nella sala della Giunta.
Renato Soru ha riproposto ieri mattina davanti ad alcune centinaia di lavoratori del Sulcis Iglesiente non solo i temi dell’industria sarda, ma quelli dell’autonomia della Sardegna, del diritto dei sardi di programmare il loro sviluppo messo in discussione da troppi atti del governo centrale, e dai silenzi, dagli incontri non fatti.
«Non c’è un sindaco che io non incontri, con qualche ora di preavviso, non c’è un’associazione, posso dire che non c’è nessuno che io non trovi modo di incontrare, quando mi viene chiesto. E allora è strano che un Presidente del Consiglio non abbia trovato il tempo di vedere un Presidente della Regione, di affrontare i problemi di una comunità regionale che ha la sua dignità», ha detto Soru nella sala della Giunta ai sindaci che gli chiedevano di capeggiare una trasferta dei sardi a Roma davanti a Palazzo Chigi, per protestare contro la politica del governo in materia di energia.
Il presidente si impegna, e anzi, propone di convocare la prossima riunione della giunta regionale davanti a Palazzo Chigi.
Prima Soru aveva affrontato il tema della centrale elettrica nel Sulcis, alimentata in parte con il carbone sardo, dicendo a un certo punto del suo intervento, e sorprendendo molti:«La Regione sarda si sostituirà eventualmente anche agli imprenditori, a una parte degli imprenditori, purché questa centrale si faccia, purché si risolva in maniera strutturale e definitiva il problema del prezzo dell’energia per l’industria metallurgica del Sulcis e perché si torni a lavorare all’interno della miniera della Carbosulcis: questo è l’impegno che ci siamo presi». Poi la parte sui rapporti con lo Stato, fra la Regione e il governo Berlusconi: «La vostra rabbia è la rabbia della Giunta regionale – ha detto Renato Soru parlando a un megafono da sopra il muretto di un’aiuola - per il modo in cui i rapporti con lo Stato sono stati portati avanti fino adesso, e per i ritardi con cui lo Stato ha guardato alle sollecitazioni forti che noi gli abbiamo dato su alcuni temi importanti che sono i temi rilevanti per la politica regionale in questo momento».
Il presidente cita la questione delle entrate fiscali, il tema della responsabilità in materia ambientale.
Ha detto: «Oggi abbiamo ancora le risorse dell’Unione Europea che dobbiamo spendere nei prossimi tre anni e quelle che non sono state spese nei tre anni precedenti. Lo abbiamo già detto: affinché non restituiamo vagonate di risorse all’Unione Europea, dobbiamo nei prossimi tre anni essere sei volte più veloci a spenderle di quanto non siamo stati veloci nei tre anni precedenti. E quindi abbiamo bisogno di tutte le nostre risorse, nel Sulcis del Parco Geominerario che parta immediatamente e abbiamo bisogno di una risposta immediata da parte del governo dello Stato».
E allora Giovedì prossimo a Roma, tutti insieme a protestare, per “pressare” il Governo, urgono risposte immediate, certe, per dare futuro certo a tante famiglie.
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