Ad interviene in merito alla difficile situazione occupazionale è Carlo Sechi, ex sindaco e consigliere comunale di Alghero Viva, il quale espone le sue idee a proposito di alcuni importanti temi, vitali per un probabile sviluppo occupazionale cittadino
ALGHERO - Ad Alghero la situazione occupazionale appare allarmante. Il numero dei disoccupati continua a segnare un trend di crescita preoccupante. Oggi sono oltre 10.000 gli algheresi disoccupati, fra i quali sono compresi bambini e anziani. Questo significa che attualmente nella città catalana almeno un cittadino su quattro non ha lavoro.
Ad interviene in merito a questa difficile situazione è Carlo Sechi, ex sindaco e consigliere comunale di Alghero Viva, il quale espone le sue idee a proposito di alcuni importanti temi, vitali per un probabile sviluppo occupazionale cittadino.
In primo luogo, Sechi, fa una considerazione: «ho notato che le ultime amministrazione, che hanno governato la città, si sono basate su due punti, l’edilizia, che non ha creato e non sta creando occupazione, e il turismo, per il futuro del quale manca una vera progettualità.
L’edilizia, come tutti possono notare – continua Carlo Sechi - visti anche i dati allarmanti della disoccupazione cittadina, non sta assolutamente creando posti di lavoro, ma solo un business di seconde case che non serve a creare reale sviluppo per la città. La contraddizione della città di Alghero, infatti, è che le molte persone che necessitano della prima abitazione trovano difficoltà nell’acquisirla. L’uso ormai diffuso delle seconde case come strutture ricettive crea una forte impennata nel mercato immobiliare. E la cosa più assurda è che spesso viene da più parti lamentata una grave mancanza di posti letto. E’ infatti palese la mancanza degli alberghi, strutture utili a garantire una maggiore progettualità turistica e una reale creazione di posti di lavoro specializzati, in ambiti specifici. Ma gli alberghi non si costruiscono e questo perché manca un Piano Urbanistico Comunale. Noi – sostiene l’ex sindaco - quando io ero alla guida della città, avevamo proposto all’esame del consiglio un Puc, ma c’è stato un forte ostruzionismo che non ha permesso di proseguire con il lavoro. Dall’insediamento della Giunta Tedde sono passati oramai circa 30 mesi e ancora non si è affrontata in consiglio alcuna discussione per delineare un piano urbanistico».
In riferimento ai dati spaventosi sulla disoccupazione ad Alghero, dove oltre 10.000 persone sono senza occupazione e soprattutto il dato riguardo agli oltre 4000 disoccupati sopra i 30 anni, l’ex Sindaco propone alcune soluzioni che potrebbero rivelarsi utili ad arginare questo male che sta affliggendo la nostra città: «Le riposte per contrastare la disoccupazione non possono che passare da un chiara e definita progettualità dell’offerta turistica. Non basata sull’approssimazione e sui riscontri a breve termine. Sarebbe utile una programmazione culturale annuale che dia respiro internazionale alla nostra città catalana, permettendole di competere con i nuovi mercati mediorientali e del Mediterraneo. La cultura in tutte le sue forme sta cambiando il volto di numerose città europee. Non è necessario fare i cosiddetti “grandi eventi”, ma un’offerta valida spalmata per tutto l’arco dei 365 giorni».
«Un altro settore su cui sembra ci sia totale disinteresse da parte dell’attuale amministrazione è l’Università. Ma ci si è accorti che c’è una Università ad Alghero? Lo sviluppo del polo universitario ad Alghero può essere un fatto epocale, ma perché anche qui si crei sviluppo per i tanti giovani che necessitano di lavoro in città è necessario che vengano messe a disposizione degli atenei le risorse e le strutture di cui essi necessitano».
Ma non da tralasciare è la cura per le fasce più deboli: dagli anziani agli adolescenti. Anche per queste categorie non sembra che ci sia molta attenzione: «Sarebbe utile che si creassero degli spazi che possano essere utilizzabili dai giovani e dagli anziani, come il più classico dei centri sociali, dove sia possibile trascorrere momenti ludici ed espressioni culturali proposte dagli stessi cittadini, come accade in molte città».
Ma ciò che all’ex sindaco preme segnalare è soprattutto la situazione di due importanti settori, che dovrebbero creare occupazione: il Parco di Porto Conte e il Porto di Alghero. «Il Parco, istituito con la legge del 1998, non è ancora decollato. E’ stato solo eletto il consiglio di amministrazione, ma niente altro. Invece l’ente potrebbe essere un’importante sbocco per lo sviluppo e la creazione di posti di lavori per i numerosi laureati algheresi attualmente disoccupati. Lo stesso discorso può essere fatto per il Porto di Alghero, dove una struttura, atta alla creazione di sviluppo e ricchezza, è ancora bloccata. Non si riesce – conclude Carlo Sechi - a creare una società di gestione che si occupi in maniera totale e definitiva dei problemi del porto e che, anche qui, attui una politica turistica con lo scopo di creare nuovi posti di lavoro».
Nella foto: (da sinistra) Carlo sechi e Pino Tilloca di Alghero Viva
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