Prosegue la lotta dei dipendenti della Vinyls nella torcia Vcm a 110 metri d'altezza in attesa di risposte dal Governo. Interrogazione del Partito democratico in Parlamento
ROMA – La lotta dei lavoratori Vinyls di Porto Torres prosegue a 110 metri di altezza nella torcia di Vcm. Nel pomeriggio del 24 marzo i primi due, Antonello Sotgia (poi intervistato telefonicamente dal Quotidiano di Alghero) e Gabriele Franca, sono saliti nella torre, dandosi il cambio per poche ore con gli altri che sono seguiti.
Questa mattina (mercoledì) sono ancora là, l'algherese Roberto Quartu, di nuovo Gabriele Franca di Sorso e Alberto Tedde di Sassari. Piove a dirotto a Porto Torres, ma nemmeno la pioggia può fermare il disperato tentativo di rompere il silenzio nella trattativa tra Eni e Gita per la cessione dell'azienda e le risposte sul mancato versamento degli stipendi, bloccati da più di due mesi.
Interrogazione del Pd in Parlamento I deputati del Partito Democratico Melis, Calvisi, Fadda, Marrocu, Parisi, Pes, Schirru e Soro, hanno presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico e delle Attività Produttive, sulla vicenda Vinyls-Gita. Il documento, serve per sapere «come giustifichi il ministro una sequenza così consistente e alla luce dei fatti altrettanto priva di fondamento di dichiarazioni, espresse autorevolmente in più circostanze e tempi da membri del Governo, dal ministro competente e dallo stesso presidente del Consiglio; quali siano oggi, allo stato degli ultimi fatti, le intenzioni del Governo per salvare i posti di lavoro a Porto Torres, Marghera e Ravenna e per garantire la continuità di un’attività produttiva più volte definita (dalle stesse fonti governative) strategica per il Paese».
Nelle premesse dell’interrogazione, viene ricordato come, «i lavoratori della “Vilnys” (Porto Torres) sono dall’autunno 2009 mobilitati (anche con l’utilizzo di forme estreme quali l’occupazione dell’isola dell’Asinara) per la difesa dei loro posti di lavoro, nonché, insieme ai colleghi di Marghera e Ravenna, per la tutela della filiera produttiva dei cloroderivati, da più parti definita come strategica per la chimica nazionale; è fallita in questi ultimi giorni, per manifesta inadeguatezza del compratore, l’offerta avanzata dalla società “Gita”, sulla quale molti dubbi erano stati espressi da più parti relativamente alla solidità societaria e al reale possesso dei requisiti necessari all’acquisto; il Governo in carica, d’intesa con la Regione sarda amministrata dal centrodestra, ha garantito per diversi mesi la praticabilità della soluzione Gita, così come aveva più volte dato ai lavoratori ampie e ripetute assicurazioni nel caso di precedenti compratori poi rivelatisi inadeguati».
Nella foto: due dei tre dipendenti nella torcia (ore 9.30 di mercoledì mattina)
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