«Oggi il governo della città è nelle mani del centro-destra – afferma Anna De Gennaro, segretario della sezione Dettori – Cristiano Sociali dei Ds - come lo era ai tempi dell’amministrazione Baldino: sono loro che devono trovare le risposte alla grave crisi che colpisce il territorio»
ALGHERO - «Inutile nascondersi dietro a un dito: ad Alghero negli ultimi 20 anni non c’è stata una giunta comunale che sia riuscita ad invertire il drammatico primato dei dati relativi alla popolazione dei senza lavoro». Con questa dura affermazione e senza mezzi termini Anna De Gennaro, segretario della sezione Dettori - Cristiano Sociali dei Democratici di Sinistra, inizia il suo intervento sulla “questione lavoro”. «Ormai si parla di cifre vicine alle 15.000 unità, più di un terzo della popolazione residente. Il dato, da solo, dovrebbe spingere i politici locali a indicare questo della mancanza di lavoro come il primo problema da affrontare, una vera e propria emergenza. Invece come vanno le cose? Crediamo di non esagerare – afferma Anna De Gennaro - se diciamo che ad Alghero, dentro la pentola, a proposito di soluzioni per il lavoro, bolle sempre lo stesso brodo. Da una parte il Comune con i suoi progetti a termine o qualche opera pubblica, dall’altra le nostre piccole realtà imprenditoriali in perenne stato di pre-crisi, poco inclini o quasi impedite ad aggregarsi e diffidenti, vista l´assenza della programmazione comunale a sostegno dell´imprenditoria, quando si tratta di diversificare o di riconvertire. Purtroppo, nonostante i ripetuti record di presenze, neppure il turismo algherese si mostra sufficiente per rispondere con adeguatezza alla crescente domanda di lavoro. Peggio che mai se si pensa che il grosso dei rifornimenti alimentari di alberghi e di ristoranti arriva dal continente.
La rappresentante della Sezione Dettori continua nella nota evidenziando che dalle azioni, o non azioni, emerge un chiara responsabilità degli amministrazioni comunali succedutesi negli anni, fino ad oggi «un quadro, quindi, ereditato dal passato, ma a cosa vale ricordare quello che non hanno fatto le altre giunte comunali? Oggi il governo della città è nelle mani del centro-destra, come lo era ai tempi dell’amministrazione Baldino: sono loro che devono trovare le risposte alla grave crisi che colpisce il territorio. Il risultato, manco a dirlo, è che i dati sulla disoccupazione sono in progressivo peggioramento. Se questo non è ancora un fallimento è comunque un elemento di preoccupazione, perché è evidente che nonostante il grande fumo l’arrosto non c’è! I problemi strutturali che causano la mancanza di lavoro ancora non sono stati affrontati, e a pagare sono soprattutto i giovani e le donne; è per loro infatti che si delinea un futuro di disoccupati o di precari del lavoro».
Proseguendo la De Gennaro rileva come le soluzioni al problema occupazionale è d’uopo che debbano arrivare anche dagli altri enti di governo, provincia e regione: «è’ anche vero che il problema del lavoro supera i confini comunali, e più in generale riguarda l’intero territorio provinciale e regionale. Le soluzioni si dovrebbero cercare insieme, ma in Provincia dove siede una giunta amica di quella di Alghero purtroppo l’aria è asfittica e le idee stagnano. Regna uno stato di immobilità permanente, tanto che mentre in Sardegna si varano le nuove province noi ci chiediamo a cosa è servita quella di Sassari in quest’ultimo lustro? Si pensi solo che a livello provinciale i neo-dipendenti assunti dalle imprese sono oltre il 35 % in meno rispetto all’anno precedente. In Regione Soru è l’ultimo arrivato e l’eredità ricevuta dalla terna Pili-Floris-Masala non è certamente invidiabile, a cominciare dal blocco della spesa pubblica causato dalla continua litigiosità dei politici della passata legislatura».
La portavoce della sezione Dettori dei Democratici di Sinistra, andando avanti riporta il discorso sulle responsabilità dell’attuale Governo di Alghero e segnala alcune problematiche insite nel tessuto socio economico della città.
«Ma ritorniamo alla giunta Tedde: a metà legislatura ci sembra di poter dire che questa amministrazione non ha ancora affrontato i veri problemi del territorio, e il crescente numero dei disoccupati ne è la prova più evidente. A preoccupare ancora di più, però, è lo stato di immobilità dell’economia cittadina, quando addirittura non si registrano arretramenti. Alcune indagini fatte sul territorio da enti al di sopra di ogni sospetto (tra questi la Camera di Commercio di Sassari e il Banco di Sardegna) dicono che sono più del 70% le imprese che dichiarano di non voler o di non poter assumere altro personale. Aumenta solo il numero delle ditte individuali o delle micro-imprese, quasi a dimostrare che in mancanza di altre prospettive occupazionali ognuno si arrangia come può. Questo però vuole anche dire maggiore insicurezza, meno tutele sul posto di lavoro, meno diritti e una concorrenza viziata dal lavoro in nero, senza tasse, senza contributi e senza assicurazioni. Per il settore delle costruzioni edili, nonostante il suo apparente dinamismo, le statistiche dicono che neppure qui si registrano variazioni positive delle unità lavorative impegnate.
Nel contempo, in una città che vuole scommettere sul turismo, ormai da diversi anni non si costruiscono nuovi alberghi di una certa importanza – si legge nella nota - e il numero dei posti letto cresce solo se si contano anche le infinite seconde case. L’unico sussulto della Giunta, a questo proposito, ha riguardato la contestazione del decreto “salva-coste”, senza però presentare ai cittadini uno straccio di proposta che facesse pensare a un utilizzo più razionale del territorio in chiave turistica. Nel mentre diminuiscono i consumi delle famiglie, e di tanto in tanto qualche negozio abbassa per sempre la serranda, per dire della grave crisi che sta indebolendo l’intero settore del piccolo commercio»
In conclusione Anna De Gennaro, segretario della sezione Dettori - Cristiano Sociali dei Ds – Sfs afferma che «a parlare non è la politica ma i dati dell’economia locale. una Giunta più attenta dovrebbe prenderne atto, anziché sciorinare interventi e risultati che poco o niente hanno a che fare con i veri bisogni dei cittadini algheresi. Ma questo significa lavorare, piegare la schiena, fare tutto ciò che fino ad oggi non è stato fatto. Col rischio reale di non riuscire più a raggiungere l´obiettivo, che nel nostro caso non è la piena occupazione ma almeno la speranza che i disoccupati comincino a diminuire. Siamo sicuri che è proprio su questo che la giunta Tedde sarà giudicata, ma a quanto pare i diretti interessati, cioè gli amministratori attuali, sembrano non dolersene».
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