|
Antonio Sini
15 febbraio 2005
Il cuore batte solo per Alghero
Al Mariotti la Domenica sempre tanta gente, nonostante la concorrenza spietata delle Pay Tv. Le altre squadre in città non hanno gran seguito

ALGHERO - Dopo l’impresa di domenica, battuto il lecco per 2 a 1, l’Alghero riprende a lavorare, prepara la gara con l’Arzachena. Ma non vogliamo questa volta soffermarci su questioni tecniche, tattiche, su come per vincere una partita bisogna talvolta buttare il cuore oltre…la rete, verso quei tifosi, che da tanto tempo ormai seguono l’Alghero calcio. Non è una novità in assoluto, ma il vecchio e glorioso stadio di Alghero, è fra i più frequentati d’Italia nella serie D. I motivi di questa esplosione d’affetto degli sportivi Algheresi verso la propria squadra parte da lontano. Almeno da due anni l’Alghero si è proposta prima a livello regionale, poi varcando il mare con una squadra assolutamente competitiva. Lo scorso anno si è vinto il campionato, con uno stadio sempre pieno, quest’anno la favola continua. L’intuito della dirigenza prima di tutto: aver capito che ad Alghero c’era “fame” di calcio a buon livello. Lo scorso anno Columbano, Giorico, Sechi ed Enna si sobbarcarono l’onere di traghettare l’Alghero fra i semiprofessionisti. Quest’anno Giorico e Sechi, partiti dal soli con un onere oltremodo gravoso, si sono circondati di un gruppo di giovani per collaborare nella gestione del squadra. Giuseppe Sechi e Riccardo Giorico hanno cercato con molta intelligenza, l’allargamento della società verso quelle persone, imprenditori medi e piccoli, che hanno acquistato pacchetti di quote societarie senza grandi esborsi di moneta. Ne è venuto fuori un “giocattolo” che a molti piace. La Domenica il Mariotti, le sue tribune con il gran pubblico, rispondono sempre con un grande colpo d’occhio che fanno effetto, e incutono timore agli avversari, poco avvezzi nel giocare al cospetto di tanta gente. Sportivi che hanno l’Alghero nel cuore, gente che ha sempre tifato giallo rosso, ma che sono stati per lungo tempo lontano dal Mariotti, perché lo spettacolo offerto era poca cosa. Il boom della pay Tv ha fatto il resto. Ma passato l’innamoramento temporaneo per il tubo catodico, la gente quella che vuol vedere il calcio da vicino, vedere il giocatore che suda, che perde e che impreca, ha devuto per forza recarsi allo stadio. Se poi si aggiunge l’ingrediente non minimo che la squadra è in ottima posizione in classifica, beh, allo stadio si va ancora più di buon grado. E che dire del nugolo di squadre che giocano ad Alghero la Domenica? La Palma in Eccellenza, piange per i poco pubblico, Sabato al Mariotti abbiamo contato 64 persone presenti, il Fertilia vivacchia con la borgata che non ripaga lo sforzo profuso dai dirigenti, il Loretella e l’Audax in seconda categoria “soffrono”, la San Marco e i Tres Elighes in terza si autofinanziano, un movimento che sicuramente non riesce a pagarsi le spese di gestione. L’Alghero invece, forte del suo pubblico, di chi la sostiene e degli sponsor va gonfie vele, cercando un lido che gli si addice, voluto dalla dirigenza, inseguito con tenacia, la C2. Allora se ne vedrebbero delle belle, il Mariotti dovrebbe restaurarsi per accogliere il popolo giallo rosso che cresce sopratutto nei giovani, perché forse molti non lo hanno ancora capito, ad Alghero c’è posto solo per l’Alghero. Chi, nella lunga storia del calcio nostrano, ha provato ad emularlo, voglioso di fare il derby cittadino, è finito malamente. Non sono chiacchiere, è la storia del calcio nella nostra città.
Commenti
|