La riforma non può non tenere conto di ciò che è la realtà: notevole frammentazione di servizi, spesso in sovrapposizione tra di loro, ed una presenza massiccia e altrettanto frammentata di concessionari. E’ tempo di porvi ordine
CAGLIARI - «È arrivato il momento di modificare un sistema di trasporto che non sta producendo risultati positivi né per l’ambiente, né per gli utenti sardi, potenziando le reti di trasporto autofiloviario, l’unico capace di abbattere la concentrazione di polveri dannose, rendendo in tal modo una migliore vivibilità dei centri urbani. Ma la riforma non può non tenere conto di ciò che è la realtà: notevole frammentazione di servizi, spesso in sovrapposizione tra di loro, ed una presenza massiccia e altrettanto frammentata di concessionari. E’ tempo di porvi ordine» così dichiara Piergiorgio Piu, segretario regionale dell’Ugl trasporti il quale sostiene che proprio le concessioni sono il primo problema da affrontare: «per le aziende Ferrovie della Sardegna e Ferrovie Meridionali Sarde occorre aprire un contenzioso con lo Stato affinché si possa addivenire ad un apposito Accordo di Programma che ne determini il loro passaggio sotto il controllo della Regione Sarda».
Piu sostiene che è necessario governare correttamente eventuali esuberi e, per governare questo processo, «è necessario inserire nei contratti da stipulare, ma soprattutto nel Piano Regionale dei Trasporti, una clausola di salvaguardia a tutela dei lavoratori che dovessero risultare, a seguito di subentri, accorpamenti, fusioni societarie o quant’altro, in esubero. Inutile privatizzare –continua il segretario regionale dell’Ugl - società come l’Arst. E’ inutile se prima non si provvede ad un risanamento dei conti e dell’efficienza aziendale ed il rispetto e l’applicazione del CCNL di settore deve essere un punto qualificante e imprescindibile nell’aggiudicazione delle eventuali assegnazioni tramite procedura di appalto ad evidenza pubblica del servizio; non si deve consentire alcuna forma di dumping sociale in questa fase concorsuale».
Secondo Piu il Piano del TPL dovrà prevedere uno strumento, di cui il documento stesso è privo, come il Fondo Regionale dei Trasporti, che comprenda le risorse a copertura degli oneri per l’esercizio delle diverse modalità di servizio, sia le risorse per investimenti da destinare ai servizi ferroviari, automobilistici e di navigazione, siano essi di linea e non.
Per ciò che riguarda il sistema del trasporto merci su rotaia, Piu sostiene che questo «si avvale esclusivamente delle Ferrovie dello Stato le quali hanno ridimensionato la flotta da cinque navi in esercizio fino al 1997 – oggi siamo a una sola nave, la "Garibaldi" – per cui la capacità di traghettamento da circa 120/130 carri giorno si è ridotta a 30/40 carri giorno. A queste riduzioni nel traghettato – continua Piu - segue una progressiva riduzione del numero dei treni circolanti nonché una riduzione delle stazioni abilitate al traffico delle merci, determinando di fatto un incremento del traffico gommato sulle strade, un aumento dell’inquinamento acustico ed ambientale nonché un aumento degli incidenti su strada». L’Ugl sostiene che la Regione Sarda aveva individuato, a suo tempo, nel Piano Regionale dei Trasporti ed ha finanziato la realizzazione dei Centri Intermodali di Chilivani, Porto Torres, Olbia, e per ultimo il progetto di Sassari in affidamento all´ARST.
I primi due lotti Chilivani e Porto Torres sono stati realizzati e sono stati stanziati 15 Miliardi (delle vecchie lire) per i secondi lotti. Il Centro di Chilivani può sicuramente svolgere non solo attività di intermodalità ma anche attività di movimentazione, stoccaggio, manipolazione, quindi scomposizione e ricomposizione delle merci caricate su container, semirimorchi e, cosa ancor più importante, sui carri ferroviari.
«Le Ferrovie dello Stato – sostiene Piergiorgio Piu - devono avvalersi, di concerto con altri soggetti privati, di queste importanti strutture per incrementare il traffico “Sicuro” su rotaia nelle lunghe relazioni con gli speciali carri "a tasca" atti al trasporto dei rimorchi e semirimorchi.
Il sindacato ritiene ancora strategica la dorsale FS e la ritiene strumento essenziale per il rilancio di una politica dei trasporti indirizzata al contenimento della spesa e del consumo energetico, oltre che al miglioramento del livello di servizio offerto alla utenza.
Auspichiamo – si legge a conclusione della nota - che la Regione affronti il problema dei centri intermodali nei porti di Porto Torres, Cagliari, Olbia, Arbatax e Oristano e li risolva in tempi meno biblici».
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