L’allenatore algherese fa chiarezza sul toto-panchina che riguarda la guida tecnica della compagine giallorossa nel prossimo campionato di Eccellenza Regionale
ALGHERO - Due sono le domande che stanno infiammando le discussioni degli appassionati di calcio della Riviera del Corallo: «tornerà la denominazione “Alghero” nel mondo del calcio?» e «chi guiderà i giallorossi nel prossimo campionato?». A cercare di rispondere soprattutto al secondo quesito è direttamente Antonello Calvia, allenatore che ha vinto il campionato di Promozione Regionale sulla panchina del La Palma Alghero e che la dirigenza giallorossa ha “liberato” una decina di giorni fa.
«La società l’ha fatto per l’incertezza che c’è. Non volevano. Resto la loro prima scelta. Le voci che stanno uscendo sui giornali sono, appunto, solo voci. Ho detto, “se avete intenzione, chiamatemi quando ci sono le condizioni, anche perché non si può vivere un’altra stagione così, dove fai l’allenatore, il dirigente ed altro. I giocatori mi chiamano per avere lumi. Io ho detto che da me non si devono aspettare nulla. Per me sono liberi, come lo sono io. Aspettiamo, voglio che ci sia una società, un direttivo, un programma ed i soldi per finire la stagione. Poi, in base ai soldi, si decide che tipo di campionato fare. Non l’ha consigliato il medico di vincere ogni anno un campionato. Ho avuto diverse richieste, anche da società di Serie D, ma preferisco aspettare le decisioni dell’Alghero».
Calvia approfitta quindi per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, visto che lo scorso anno non è stato esente da critiche.
«Non mi dicano che abbiamo vinto solo perché avevamo la squadra. Ricordiamoci solo tutti quelli che se ne sono andati a stagione in corso. Io ho sempre interpretato il calcio come divertimento. Abbiamo fatto tanti anni di calcio ed ho conosciuto tanti professionisti. Penso a William Manca, è stata una grande fortuna averlo come allenatore. Ho maturato tanta esperienza. Dalla Serie D alla C, ho collaborato con tanti allenatori. Ho preso tutto quello che ho potuto, senza essere mai presuntuoso. Solo una volta ho sbottato, per persone che magari ti criticano da dietro una tastiera. Vorrei mi valutassero per quello che faccio e quello che sono, non per le mie amicizie. Se non mi sentissi all’altezza, sarei il primo ad alzare la mano ed a farmi da parte. Poi, puoi dire quello che vuoi, ma è il campo a parlare. Chi vince ha ragione».
Guardiamo al prossimo campionato. Cosa deve fare sul mercato l’Alghero per essere competitivo anche in Eccellenza?
«Servirebbero due centrali difensivi, un centrocampista tipo di Gavioli ed un attaccante pesante. Per il resto c’è tutto, se dovessero rimanere tutti i giocatori importanti che abbiamo: Zani, Peana, China, Congiu, Serra, Riu, Levacovich e Cossu. I giovani ci sono, come Amadu, che sta recuperando dall’infortunio, e Sechi. Se rimanesse l’intelaiatura dello scorso anno ed arrivassero i rinforzi che ho detto, sarebbe il massimo».
I tifosi giallorossi aspettano di tornare al Mariotti per gridare finalmente «Forza Alghero».
«Mi piacerebbe tornasse il grande calcio ad Alghero. Questo miracolo sportivo dell’anno scorso, vorrei che non fosse reso vano. Facciamo andare avanti il nome di Alghero, un nome importante, sul palcoscenico calcistico. Mi rivolgo alla fascia imprenditoriale ed ai tifosi che meritano una squadra da portare avanti e da tifare. Ma sempre tenendo i piedi per terra, senza strafare, per evitare nuovi rovesci».
Nela foto: Antonello Calvia
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