Una mezza rivoluzione da parte del Consiglio Federale della Figc per gli allenatori di prima e seconda categoria dilettanti, nonché per gli allenatori delle squadre juniores
ALGHERO - La frizione in atto fra Lega Dilettanti e Aic (associazione italiana allenatori), è sfociata in un deliberato che sa di mezza rivoluzione. Per gli allenatori di prima e seconda categoria dilettanti, nonché per gli allenatori delle squadre juniores, non c’è più bisogno del “patentino“ di allenatore. Per queste squadre, quindi, la guida tecnica non deve più essere abilitata da un corso federale regionale e l'iscrizione nel settore tecnico della Figc.
L’obbligo del patentino di allenatore resta solo per chi esercita nelle squadre di Promozione, Eccellenza e Serie D. Una rivoluzione che neanche a dirlo ha dato una boccata d’ossigeno a tante piccole società che erano costrette a ingaggiare allenatori patentati, con oneri talvolta davvero pesanti. Il Consiglio Federale della Figc ha provocato una mezza rivoluzione, che permetterà a 64 squadre sarde della prima categoria, 112 della seconda, e oltre sessanta squadre iscritte nel campionato Juniores di scegliere la guida tecnica senza il vincolo di ingaggiare patentati. E’ una boccata d’ossigeno per molte società che dovevano far fronte a onerosi esborsi di rimborso spese (si chiamano così gli stipendi) per gli allenatori di piccole squadre che soffrivano per carenza di disponibilità economiche.
Ma pare si sia solo all’inizio perché da parte dell’Aic, l’associazione degli allenatori, il deliberato federale non piace proprio e sono previste contestazioni a difesa del “posto di lavoro”. L’altra grossa novità introdotta dal Consiglio Federale della lega nazionale dilettanti, è che in Eccellenza da quest’anno potranno giocare in pianta stabile, nell’undici titolare che scenderà in campo, quattro giocatori fuori quota. Anche qui un’azione tendente a calmierare i costi del calcio dilettantistico che ormai sfugge di mano a molte società, costrette alla fine ad ammainare bandiera. I fuori quota previsti per quest’anno riguardano un giocatore nato nel 1992, due nati nel 1993, e uno nato nel 1994.
E’ chiaro che le rose delle squadre non potranno più essere improntate su un gran numero di giocatori adulti, ma dovranno reperirsi sul mercato non meno di dieci giovani calciatori. E anche qui l’ingresso prepotente dei giovani provoca una “messa a terra” di quasi duecento calciatori che prendevano uno stipendio intero. Tutto l’ambiente dell’Eccellenza è in movimento per reperire i giovani e tutti concordano che l’ambiente riceverà una “calmierata” di costi. Ma è altrettanto vero che potrebbero avere una impennata di costi il mercato dei giovani che di colpo diventano merce pregiata, e conti alla mano alle 18 squadre dell’Eccellenza ne servono subito non meno di 180.
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