Il primo degli interventi mirati del convegno sulla riforma del turismo, svoltosi sabato scorso al Hotel Catalunya e organizzato dal gruppo consiliare di “Progetto Sardegna”, è stato tenuto da Stefano Lubrano, presidente del Consorzio Riviera del Corallo, il quale ha parlato del “Riordino degli enti di promozione turistica: prospettive per il territorio.”
ALGHERO - Il presidente del Consorzio ha subito chiarito che «il riordino è un’esigenza, ma occorre stabilire e indicare chi fa cosa, in un clima di condivisione tra regione e territorio». Poi è passato all’aspetto turistico riferito al territorio, il cui principale problema è quello dell’accoglienza, del controllo della qualità dei servizi e della funzionalità degli enti preposti alla gestione turistica.
Quindi si è concentrato sulla definizione del mercato che coinciderebbe con la sfida che «si gioca sull’effettiva capacità di attrarre turismo, producendo motivazioni valide per visitare l’isola, anche attraverso la concreta garanzia di servizi consoni alla richiesta e d’alto livello». La regione deve subentrare, secondo Lubrano, nel coordinamento del rapporto tra ambito regionale e specificità locali del territorio. Per questo, ha poi proseguito, è necessario definire un reale piano di riqualificazione nell’ambito dello sviluppo turistico, che deve essere sostenuto da leggi di incentivazione e da misure di sostegno per un’efficiente comunicazione tra gli operatori del settore.
Per quanto concerne il prodotto, Stefano Lubrano ha spiegato anche che l’interesse degli albergatori «non è spalmare il picco della stagionalità, ma alzare il livello di questa maggiore affluenza». Questo sarebbe possibile solo se si aumenta la capacità di creare infrastrutture.
L’albergatore si è rivolto quindi al discorso dell’alternativa non–balneare, più volte richiamata durante la mattinata. «Ciò che è necessario non è l’individuazione di alternative al modello di vacanza privilegiato, che è quello consolidato e per il quale abbiamo maggiore esperienza e capacità. È piuttosto basilare trarre dall’esperienza delle coste un suggerimento per l’entroterra.” Le zone interne, secondo il presidente del consorzio, interessano moltissimo, ma ancora non sono intese come naturale integrazione della vacanza costiera ed è su questo che sarebbe utile puntare, perché l’esperienza del turismo costiero “genera una cinghia di trasmissione verso l’interno».
Sull’argomento del prodotto si è innestata poi la questione ambientale, per il rispetto e la salvaguardia della quale è stata subito evidenziata la totale approvazione: «L’albergatore vende anche l’ambiente, ecco perché abbiamo tutto l’interesse che l’ambiente venga preservato». Lubrano ha, tuttavia, aggiunto che recenti polemiche e posizioni rigide sulla questione non gioverebbero allo sviluppo turistico.
Ciò che invece è stato segnalato come impellente, tra l’approvazione degli operatori alberghieri, è stata la questione delle seconde case: «Stanare il sommerso –così Lubrano–, le seconde case, questo è urgente, perché questo è il danno della Sardegna».
Nella conclusione è stato avanzato un suggerimento, al quale si è aggiunto anche un monito: «Bisognerà ragionare con grande equilibro e sviluppare azioni articolate, complesse; per evitare un “approccio di pancia” in favore di un ragionamento di testa. Dobbiamo prendere il treno adesso altrimenti sarà necessario sostituire questo settore trainante con altre fonti economiche».
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