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Fabio Fogu
28 febbraio 2005
Turismo, serve una marca di qualitá
Il commissario straordinario dell’Esit «Offriamo al turista un’esperienza totale. Mare e sole non bastano»

ALGHERO- Un marchio unico per essere competitivi sul mercato turistico internazionale. Una marca per avviare la riforma del sistema di governo delle politiche turistiche. «Senza una faccia e un simbolo riconoscibile da tutti - ha confermato Stefano Landi, commissario straordinario dell’Esit, durante il convegno di sabato - per bene che vada si rischia di essere confusi con altri». Ecco spiegato il grande valore del nuovo marchio, presentato durante la Bit di Milano: «È un simbolo originale, si distacca da quelli che riprendono esclusivamente l’idea del mare». Ma l’aspetto più innovativo, assicura il commissario straordinario dell’Esit, è la concretezza del logo. «Se il Trentino da anni si impone sul mercato con un marchio astratto come la farfallina, da oggi non possiamo che essere fiduciosi per il futuro turistico della Sardegna». Eppure il procedimento non è così automatico. Se è importante avere una marca per essere visibili e concorrenti sul mercato, è altrettanto fondamentale far sì che il nuovo simbolo diventi un «marchio di fedeltà». La strada da percorrere è solo una: «I turisti si affezioneranno alla nostra isola se saremo capaci di offrire loro un’esperienza totale». Una vacanza che non sia solo mare e relax dunque, ma anche contatto e confronto con le identità locali. A queste ultime, il compito di offrire ai turisti le loro «tipiche specificità» e fare in modo che «il turista di oggi possa diventare il cittadino di domani. Abbiamo bisogno di nuove intelligenze, di persone disposte a stabilirsi in Sardegna e investire nella nostra isola». Stefano Landi ha concluso il suo intervento con un riferimento alla lacuna più grande del sistema turistico sardo: la stagionalità. Un problema vecchio di anni e forse da sempre affrontato con una chiave di lettura sbagliata perché, conferma il commissario dell’Esit «Bisogna lavorare sull’offerta e non sulla domanda. Non è vero che il turista vuole venire in Sardegna solo in estate. Il problema è che noi nel corso dell’anno offriamo davvero poco e il turista preferisce andare altrove».
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