«Gli imprenditori - afferma l´imprenditore algherese - non hanno paura del mercato, ma credono in un mercato organizzato, con regole e ruoli, ben delineati, dove devono essere premiate la legalità, la capacità, e non la furbizia»
ALGHERO – Lo sviluppo turistico al centro dell’attenzione…finalmente. Grazie alle iniziative dell’assessore Costantino e ai dibattiti promossi da Progetto Sardegna, sembra arrivato il momento per una profonda analisi sul Turismo ad Alghero. Enrico Daga, noto imprenditore e presidente del Consorzio Città di Alghero – Compagnia d’Impresa, nel suo ficcante intervento, al convegno del Hotel Catalunya, ha indicato come sia necessario porre in atto alcune nuove iniziative per sopperire, ai soliti vecchi problemi di un comparto vitale per lo sviluppo algherese. «La stagione 2004 ha segnato il passo producendo un sostanziale decremento di presenze ed il conseguente sconforto degli operatori, con una ricaduta negativa per tutto il territorio. In occasione dell´ultima conferenza nazionale sul turismo di Genova è emerso chiaramente che la Marca Italia registra una diminuzione significativa del proprio appeal, e che i fattori che un tempo erano i punti di forza del mezzogiorno di Italia, oggi non lo sono più. La Sardegna infatti, al pari delle altre destinazioni, ha basato la propria offerta secondo il modello consolidato di sole, sabbia e mare, trascurando di fatto la domanda turistica reale e potenziale legata alla cultura, all´ambiente, all´enogastronomia, ma soprattutto alla valorizzazione delle unicità, di cui la nostra terra è ricca». Daga, oltre che evidenziare i problemi, propone alcune importanti idee sulle quali lavorare per smuovere l’immobilismo in un settore alla cui base stanno approfonditi studi di marketing, su domanda e offerta e una efficace promozione su tutti i livelli. «E´necessario immettere nel mercato un'offerta diversificata realmente integrata basata essenzialmente nell’accogliere i visitatori secondo un modello di "sistema di ospitalità locale", dove ciascuno dei portatori di interessi dal ricettivo ai commercianti, dagli artigiani ai fornitori di servizi, ai gestori degli impianti balneari, con l´imprescindibile supporto della comunità ospitante, sia chiamato a divenire strumento di divulgazione delle opportunità offerte dal territorio, quasi incarnandone la coscienza rappresentando di fatto l´anello di congiunzione tra la domanda e il prodotto finale.
Dunque gli viene sempre più pressante anticipare e gestire i flussi di una domanda turistica sempre più condizionata da avvenimenti esterni.
Nel proseguio del suo intervento Enrico Daga evidenzia che il problema non è solamente una questione di “forma” ma anche di “sostanza”. «E’ importante migliorare l´immagine della Sardegna, ma anche migliorare la vita del suo territorio. E’ indispensabile puntare sulla responsabilizzazione degli operatori economici sulla loro riqualificazione professionale, attraverso un utilizzo opportunamente finalizzato dei fondi Por, ma soprattutto puntare sulla loro tutela. In questa città ad esempio, oltre alla non approvazione del Puc, che monopolizza il dibattito politico da troppo tempo, manca il piano del commercio, che consentirebbe di disciplinare un vero e proprio assalto, alle vie alle piazze alla sopravvivenza stessa delle attività. Sono ancora assenti un piano regolatore del Porto, uno di utilizzo dei litorali, ed anche uno idoneo del traffico».
Per l’imprenditore algherese, devono essere premiate la legalità, la capacità, e non la furbizia, ma vanno anche ridotti i costi vivi per creare un attività. «Gli imprenditori non hanno paura del mercato, ma credono in un mercato organizzato, con regole e ruoli, ben delineati. A questo proposito è necessario sottolineare che in un ambito di competizione mediterranea, l´Italia è la nazione nella quale si paga l´iva più alta, il costo del personale nel settore è tra i più elevati e conseguentemente l´esito finale non può essere che un risultato di poca incisività della componente prezzo, rispetto all´offerta globale dei competitor». Un´importante azione di coordinamento e indirizzo è quello che le amministrazioni locali dovrebbero fornire per guidare lo sviluppo dei territori e delle imprese secondo un progetto dichiarato ed obbligatoriamente condiviso, e per questo «è necessaria la tutela e promozione del made in Sardinia, l’internazionalizzazione delle imprese locali e la promozione turistica integrata sui nuovi mercati internazionali».
In conclusione Enrico Daga, presidente del Consorzio Città di Alghero – Compagnia d’Impresa, mette in luce l’importanza della messa in atto dei Sistemi Turistici Locali, che per la prima volta sanciranno un vero e proprio richiamo all´unità di intenti fra gli enti locali e gli operatori economici del territorio.«Gli imprenditori dovranno abbandonare l´abitudine consolidata di ragionare da singoli per acquisire la consapevolezza che ciascuno, con la propria attività, anche la più piccola, sarà chiamato a far parte di un più vasto mosaico dell´offerta che rappresenterà il prodotto turistico per definizione. Si deve lavorare – conclude Daga - per la creazione di strumenti di analisi di flussi sulla creazione di reti e sinergie tra settori, dove immagino una costa che dialoga con l´interno quasi a riprodurre il modello internet che, attraverso un portale di accoglienza e di informazione, offra un “link” al visitatore verso altri luoghi possibili. Non c´è costa senza entroterra e non c´è entroterra senza costa . Solo lasciando ad ognuno il proprio ruolo e la propria unicità avremo la garanzia di non svilire le singole identità. Questi presupposti saranno utili per creare un modello maturo spendibile e soprattutto inesauribile».
Nella foto: Enrico Daga
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