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Monica Caggiari 3 marzo 2005
Colavitti, necessaria una programmazione per il sistema turistico
Mario Colavitti, dell’Associazione “Un’Isola”: «Servono un insieme di strutture ed elementi di crescita (ad esempio la realizzazione di un marchio), la creazione di un sistema formativo di manager e imprenditori (nonché i quadri intermedi), ed infine la certificazione ambientale»


ALGHERO - Durante il convegno sul turismo sono emersi numerosi dati sulla situazione economico–turistica della città. In particolare l’intervento di Mario Colavitti, dell’Associazione “Un’Isola”, ha fornito cifre e segnalato alcune statistiche attraverso l’elaborato denominato “La riforma del turismo–il nuovo sistema di governo”.
Nel documento si parte dall’analisi del sistema turistico algherese, dove il settore turismo, elemento portante dell’economia locale viene descritto come volano per le potenzialità connesse alla valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, insieme al settore agro-alimentare e all’artigianato, secondo i criteri di sostenibilità. Questo perché: «Per turismo sostenibile s’intende un’attività che incorpori ad un tempo la dimensione ambientale, sociale ed economica e che rispetti le soglie di carico. Il modo d’intervenire deve essere orientato verso la ricerca di linee d’azione idonee a porre in essere una pianificazione integrata che si fondi su tre livelli di analisi». Questi tre livelli fanno riferimento al settore strategico, per definire “cosa” una comunità vuole diventare; tattico, per stabilire ”come” attuare le iniziative e individuare il ruolo dei diversi soggetti; infine gestionale/attuativo, per approntare gli strumenti di controllo e fissare la temporalità delle azioni e cioè “quando” intervenire.
Poi segue il confronto tra arrivi e posti letto disponibili, dove viene messa in evidenza la difficoltà di soddisfare le richieste della domanda, con l’aggravante di alcuni fattori di mercato come: la grande variabilità stagionale della domanda turistica e la notevole rigidità dell’offerta, con i seguenti dati: «L´indice di utilizzazione lorda (rapporto tra presenze e posti letto * 365 giorni) negli esercizi alberghieri è stato, nel 2002, pari al 26,58%; negli esercizi complementari, invece, l´indice risulta pari a 7,25%. […]In particolare, l´indice d’utilizzazione netta (rapporto tra presenze e posti letto * giorni di apertura) nel comparto alberghiero si attesta al 64,69%; nel comparto extralberghiero la percentuale è del 17,65%.»
Ai dati sulla ricettività alberghiera s’affianca l’analisi sulla pressione turistica e sull’insoddisfazione di turisti e residenti: «Gli indicatori di pressione turistica rivelano un forte orientamento all’utilizzo di appartamenti e residence più che di strutture ricettive alberghiere, e questo determina una forte pressione edilizia sul territorio; anche l’uso intensivo delle spiagge presenta in alcuni periodi della stagione situazioni al limite della capacità di carico. […]Da un indagine condotta nell’ambito di Agenda 21, emerge la sostanziale insoddisfazione di turisti e residenti in merito all’affollamento e pulizia delle spiagge; alla gestione dei rifiuti; alla pressione edilizia; al decoro della città e all’offerta sportiva».
Per i problemi elencati furono anche presentate delle indicazioni, come l’approvazione del PUC, del Piano Regolatore del Porto e del Piano del Parco e interrelazione con aree più vaste entro il 31/12 2003, ma, come appare evidente dalle date, nessuno dei suggerimenti è stato concretizzato dalla giunta comunale. Il problema di fondo, secondo Colavitti e il coautore Federico Ielpo, è ancora una volta la deplorata assenza di programmazione, la quale deve essere favorita dalla creazione di un Sistema Turistico Locale (STL) che porterebbe con sé: «Un insieme di strutture ed elementi di crescita (ad esempio la realizzazione di un marchio), la creazione di un sistema formativo di manager e imprenditori (nonché i quadri intermedi), ed infine la certificazione ambientale». Per quest’ultima in particolare vengono citate due realtà di riferimento: «Da un lato vi è l’EMAS, un regolamento per l’adozione di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) che consente la registrazione del proprio sito in un apposito elenco dell’Unione Europea riservato alle imprese che gestiscono il loro impatto ambientale secondo standard elevati. […] Dall’altra c’è il Reg. 880/92 ECOLABEL, che è uno strumento di gestione ambientale ad adesione volontaria, mirato a migliorare le prestazioni ambientali dei prodotti ed a promuovere la presenza sul mercato di prodotti ecologicamente compatibili».
Ma l’assunzione di queste regole basilari del STL ha come deterrente un costo elevato, che tuttavia, secondo gli autori del saggio, è superabile se lo si considera «un investimento di tipo finanziario con ritorni economici, e non solo, nel medio-lungo periodo. Inoltre, nell’ottica sistemica, tipica del concetto di STL, tali costi possono essere ripartiti fra i vari operatori promovendo in tal caso la certificazione del sito e la conseguente promozione dello stesso».
Ma la programmazione del territorio passa attraverso la definizione del PUC e degli altri piani citati, l’assenza dei quali sta condizionando la crescita imprenditoriale del settore. Solo adeguate politiche di sviluppo del settore possono, così il referente di “Un’Isola”, invogliare i privati ad investimenti consistenti. In particolare vi è un lungo elenco di misure che dovrebbero essere portate avanti con solerzia:
- creare nuovi strumenti di sostegno specifici per il settore turistico (es. finanza di progetto, fondi chiusi specializzati) piuttosto che adattare al turismo strumenti ideati per altri contesti produttivi, come la legge 488;
- finanziare gli investimenti in beni immateriali nel campo dell’informazione, della comunicazione, commercializzazione e marketing. Particolare attenzione deve essere rivolta alla formazione degli addetti a tutti i livelli;
- promuovere standard di qualità delle strutture ricettive e favorire il concorso alla certificazione di qualità;
- semplificare le procedure amministrative per assicurare all’imprenditore la certezza dei tempi;
- dare risposta al fabbisogno di competenze e consulenze espresso dagli Enti Locali ed imprenditoriali.
L’Isola appare, così Colavitti, “appannaggio di speculatori e/o uomini d’affari del tipo “mordi e fuggi”, proprio perché mancano competenze tecniche e professionali adeguate a definire strategie, investimenti sia nell’ambito finanziario che giuridico.” Per questo è necessario avvalersi di competenze tecniche e strutturali che conducano ad una corretta valutazione delle proposte d’investimento, come, sempre secondo Colavitti potrebbe fare la SFIRS, la quale “potrebbe fornire certamente questo ausilio come avviene da tempo e con successo in Irlanda da parte della locale Agenzia di Sviluppo.” L’ambito principale rimarrebbe sempre quello di una maggiore valorizzazione delle risorse umane, al fine di favorire la crescita autonoma e responsabile di una nuova imprenditorialità, sia per quanto riguarda le professioni tradizionali sia per gli ambiti professionali innovativi. Da qui l’ipotesi, avanzata nella relazione, di progettare un Centro Superiore per gli studi e la formazione nel settore, magari con il coinvolgimento di università, banche e associazioni di categoria, per la corretta configurazione del modello di struttura.
Alla questione dei STL s’aggiunge la segnalazione dell’assenza di un osservatorio del sistema del turismo. Si tratta, secondo Colavitti e Ielpo, di una lacuna che impedisce lo sviluppo completo del sistema turistico locale, che nasce come rete e che da questa struttura trae il proprio punto di forza.
Questo ha portato a «processi spontanei che, spesso, hanno visto gli stessi protagonisti dello sviluppo dibattersi nel dilemma tra cooperazione e competizione».
Per quanto concerne il coordinamento del “STL Sardegna Nord–Ovest”, Mario Colavitti conclude segnalando che questo è stato affidato alla CCIAA di Sassari, ma che: «L’orientamento emerso in sede di definizione del Protocollo d’intesa e della funzione assegnata alla CCIAA non chiarisce con quali criteri e valutazioni sia stato definito l’ambito territoriale, né la sua omogeneità e la specificità ed anche, elemento da non sottovalutare, i confini del medesimo in relazione al turismo delle c.d. aree interne. La stessa legge quadro 135/01 parla della necessità di creare una Società mista pubblica-privata come “forma di concertazione tra soggetti pubblici e privati per la promozione degli STL”». Poi rammenta che il punto di forza del turismo del Nord–ovest è proprio legato alla struttura do offerta del territorio di Alghero e alla presenza nella città di un organismo dalle capacità sperimentate come l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
Il documento si conclude con una valutazione personale, che raggruppa tutta una serie di dubbi esternati più volte e da più parti durante l’incontro di sabato 26 febbraio. «Pertanto –si legge nel documento– si è portati a valutare le prime, affrettate, decisioni con riserva in quanto si delineano logiche antiche di scarsa trasparenza e soprattutto di occupazione di potere».
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